CASARZA  LIGURE
 

S. Michele

 

 

 

 

 

LOCALIZZAZIONE

 

 

 

Autostrada                  Genova- Livorno, casello Sestri Levante

                                                             

Ferrovia                      Genova- La Spezia, stazione Sestri Levante

                                  

SS.523                         direz. Casarza

 

 

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SCHEDA  DI CATALOGAZIONE

 

DATAZIONE

 Fondazione                                                      prima chiesa: notizie dal 772   

                                                                            seconda chiesa: post 1682-93

                  

PROSPETTI

Facciata                                                            a capanna

 

Elementi architettonici                                     ---  

e decorativi caratterizzanti.                                               

 

PIANTA

 

 

Casarza, S.Michele, facciata

                                                                                                                                                                                                                                          

                             

Orientamento: ingresso-abside                      sud-nord

 

Tipologia                                                           architettura religiosa

 

Schema                                                             pianta longitudinale

                                                                           

Ingressi : In facciata                                          un portale in facciata (sud)

                Laterali                                               ---  

                                                                                     

Navate                                                               aula unica

 

Campate                                                           ---                                                                 

 

Abside                                                               semicircolare esterna    

 

Altari                                                                   uno maggiore + sei laterali (tre ds.+tre sin.)

 

Campanile                                                         in facciata

 

SISTEMA DI COPERTURA

Copertura navata centrale                               volta a botte

                 navate laterali                                   ---              

 

 

ARTISTI – OPERE

                                                                                                         

da Barbagelata Giovanni                                Santi Giovanni Battista, Michele Arcangelo e Pietro, trittico, 1499

 

DESTINAZIONE

Originaria                                                          Ecclesia” divenuta Rettoria nel XII sec.

 

Attuale                                                                Chiesa parrocchiale      

                                                                                                         

 

CENNI  STORICI

 

La prima chiesa

   L’Ecclesia sancti Michaelis de Candeasco è ricordata nel diploma di Carlo Magno dell’anno 772 sui confini dell’Alpe Adra e donata da questo sovrano all’abate Guinibaldo di Bobbio. Nel 1311 il ministro o rettore della Chiesa di S. Michele di Candiasco è presente al Sinodo diocesano celebrato in Genova dall’Arcivescovo Porchetto Spinola nell’ottava di Pentecoste. Il beneficio, sotto il titolo di Ecclesia sancti Michaelis de Candiasco, è ricordato nel “Catalogo delle chiese e dei monasteri della diocesi di Genova”, compilato nel 1387 in occasione dell’imposizione della tassa sulle chiese ed altri luoghi pii da parte di papa Urbano VI.

   Da un inventario di beni mobili ed immobili fatto il 6 gennaio 1656 dai rettori Bartolomeo Riva ed Angelo Oliveri risulta che la chiesa era situata in pianura, aveva la facciata verso occidente e il coro verso oriente. Aveva due piazzali: uno davanti alla facciata e l’altro  davanti alla porta che era dal “lato dell’epistola”. Aveva il cimitero dalla “parte del Vangelo”, confinante a nord con il fossato, a sud con il piazzale della chiesa, da un lato con la chiesa e dall’altro lato con le proprietà di Giovanni Mantuano. Gli altari erano due: uno intitolato a S. Michele e l’altro alla Madonna della Consolazione. In quello di S. Michele era conservata la Santissima Eucarestia in un tabernacolo di legno, in parte dorato e in parte ornato di pitture. Sull’altare era posta la tela con i Santi Michele, Giovanni Battista, Lorenzo, Leonardo e Colombano. Aveva due paramenti, sei tovaglie, sei candelabri con quattro vasi “indorati”. L’altro altare era stato eretto sotto il titolo della beata Vergine Maria della Consolazione, di S. Agostino e di S. Monica. Come icona aveva la statua della beata Vergine con il Figlio seduta su una cattedra di legno. Aveva pure quattro tovaglie, due paramenti, ecc. Non aveva alcun reddito. Vi era un battistero semplice con “piede e pila di pietra”. La sagrestia era nel coro dalla parte dell’epistola e vi erano due canterani e due campanelli di poco peso. Non vi era campanile e la campana di circa otto libbre era posta sopra la parete. La canonica aveva innanzi il piazzale, che serviva da strada ed era indiviso con Giovanni Mantuano e Battista Rumbo.

   Nella relazione, fatta al Magistrato delle chiese rurali dal P. Agostino Assarotti il 26 aprile 1682, è detta “… piccola chiesa, ha il tetto di tutto il corpo di tavole quasi cadente, basso più del choro che è in volta palmi cinque, di pessimo disegno, e dubito sarebbe gettata la spesa a chi pensasse rifarlo nel stato che si trova. Quel popolo, che non è tanto destituto, vorrebbe refabricarla, quando Vostre Signorie le somministrassero qualche aiuto, quantunque vi sii un’altra chiesa grande, se ben lontana ed antica alla montagna, tralasciata per portare in questa picciola i Sacramenti per più comodità del popolo. Degli apparati è ragionevolmente provvista e si può osservare che nella pianura i popoli con maggiore agio accorrono al bisogno della Casa del loro Signore, come a Vostre Signorie Illustrissime mi pare di poter riferire” .

   Quest’antica chiesa il 31 maggio 1739, giorno della visita pastorale del Vescovo di Brugnato Nicolò Leopoldo Lomellini, era già distrutta. La località, a circa 120 metri a nord-est della chiesa attuale, mantiene ancora oggi il toponimo di S. Michele.

 

La chiesa barocca

   La costruzione dell’attuale chiesa di S. Michele in Casarza non era ancora iniziata il 26 aprile 1682, e nel 1686 era o in avanzata costruzione o terminata. Nel 1708 restava da saldare il debito, di cui si pagava l'interesse del 5%.

   Nel 1693 il sacerdote Giuseppe Conti prese possesso “della chiesa di S. Michele di Casarcia che contiene sotto l’istessa Parrocchia le ville di detta Casarcia, Costa, Camezzana, Novano, Barletti”. Evidentemente si tratta della nuova chiesa già ultimata, sebbene non finita.

   Vi si cominciò a seppellire nel 1698, come si rileva nel seguente atto di morte: “1698, 8 Januari. Jiulia Viona aetatis annorum septuaginta circiter sepulta fuit a me Rev. Joseph de Comitibus in nova ecclesia S. Michaelis Casartiae”.

   Fu consacrata nel 1758 dal Vescovo di Brugnato Domenico Tatis, che ne fissò la celebrazione anniversaria della consacrazione al 16 luglio. Purtroppo non esiste alcuna lapide a ricordo della solenne cerimonia.

   Dei lavori che furono fatti alla chiesa dopo che fu fabbricata, se ne parla per la prima volta nella Relazione della Visita del 1739 –compiuta dal vescovo Nicolò Leopoldo Lomellini - in cui si dice che “tanto dentro quanto fuori fu di nuovo ristorata ed imbiancata a spese del popolo, che deliberò di costruire un nuovo pavimento, ed è veramente a lodarsi la pietà del popolo circa la manutenzione della chiesa. La sagrestia, che si trova dalla parte del Vangelo, si dice costruita alcuni anni fa”.

È detto pure che il popolo intendeva costruire il cimitero dalla parte del Vangelo presso la chiesa, ma che il Vescovo fu di parere opposto, perché le  sepolture e il cimitero erano già  nella chiesa parrocchiale di S. Giovanni Battista.

   Non vi è memoria di altri lavori fino al 1886, anno in cui si fece l’attuale facciata e venne restaurato il campanile.

   Nel 1902 si intraprese un generale restauro dell’interno della chiesa e in poco meno di un anno venne portato a termine. Venne rifatta completamente la volta che minacciava rovina; dopo una generale scrostatura, si rifecero l’intonaco, gli stucchi, gli ornati e le decorazioni degli altari; si cambiò il vecchio pavimento d’ardesia con un altro di marmo bianco e bardiglio, aggiungendo un alto zoccolo di marmo che gira tutto intorno, spendendovi complessivamente oltre ottomila lire, che vennero pagate con le offerte dei parrocchiani.

   Nel 1911, per incarico di un apposito comitato, l’ing. Emilio Parma fece il progetto per il piazzale antistante la chiesa e nel 1912 se ne iniziarono i lavori. Nel 1916 risulta che la somma complessiva spesa fosse di L. 2678,55. La sistemazione definitiva si ebbe soltanto nel 1923.

   Negli anni del dopoguerra è stata   completata la decorazione pittorica dell’interno.

   Nel 1960 sono state realizzate le vetrate istoriate del coro.

   Negli anni 1976-1977, nella chiesa parrocchiale furono eseguiti i lavori descritti nella pergamena – di cui  si riporta di seguito il testo – sigillata nel sacrario del nuovo altare:

“La moderna chiesa parrocchiale di S. Michele arcangelo in Casarza Ligure, erede gloriosa dell’ultramillenaria omonima “Ecclesia sancti Michaelis de Candeasco” – ante anno 772 – , si appresta a celebrare la sua nascita tre volte centenaria essendo stata edificata nel 1680-1690. Rielaborata sostanzialmente la sagrestia – aprendo la parte in cornu Evangelii – apprestò un’appropriata area per accogliere uomini e giovani attorno all’altare. Restaurato campanile e facciata esterna dell’edificio sacro, ne è stata rifatta completamente la copertura del tetto. All’interno sono state ristrutturate le cappelle laterali con la rimozione delle mense e delle predelle. Eliminato il pulpito e la balaustrata che restringeva la zona sacra – ricondotto il Battesimo al suo luogo “princeps” secondo lo spirito della riforma liturgica – l’altare marmoreo secentesco – acquistato da chiesa rapallese nel 1860 – è stato retrocesso per inserirlo nel coro ligneo semicircolare opera del 1849 – che ora – con l’avanzamento delle due ali costituite dagli scanni per i clerici – dall’ambone e dalla sedia presidenziale – pare stringere in logico abbraccio tutto il presbiterio.

Nulla sappiamo dei primi campanili e delle prime campane delle tre rettorie e delle cappelle esistenti un tempo nell’attuale territorio di Casarza. I Casarzesi, come tutti i Liguri, furono e sono orgogliosi dei loro campanili e delle loro campane e, almeno nel passato non badarono a spese non indifferenti.   

A coronamento naturale dell’opera vasta e decisa di restauro – oggi – XVII dicembre dell’anno di nostra salute MCMLXXVII – essendo Pontefice Romano il Papa Paolo VI – e Giovanni Leone Presidente della Repubblica Italiana – il Rev. Padre Daniele Ferrari Vescovo diocesano – circondato dal Clero e dalla Comunità Parrocchiale – Dedica solennemente – secondo il rito di Santa Romana Chiesa – il Nuovo Altare Marmoreo costruito – con l’antica balaustra – su esimio progetto del Rev. Domenico Gatti Prevosto di S. Giacomo di Rupinaro in Chiavari – sigillando alla base nel Sacrario-Sepolcreto le Reliquie della Beata Patrona Monica di Tagaste. Ad onore e gloria di Dio. Amen”.

 

 

 

DESCRIZIONE  ARTISTICA

 

 

 

  La  Parrocchiale barocca di S. Michele Arcangelo si trova in posizione elevata rispetto al nucleo centrale dell’abitato di Casarza.

 

Casarza, S.Michele, facciata

  Misura all’interno venticinque metri di lunghezza, compreso il coro, e dieci di larghezza.

 

Casarza, S.Michele, interno

 

   L’ altare maggiore seicentesco di marmo, costruito con gli elementi delle antiche balaustre, proviene (1860) da una chiesa distrutta di frati di Rapallo.

 

Casarza, S.Michele, altare maggiore, XVII sec.

 Dietro l’altare si trova  il coro piuttosto ristretto, con tredici stalli in legno di noce lavorato a colonnine ed intagli, eseguito nel 1849 da Filippo Bracelli di Sarzana.

 

Casarza, S.Michele, coro con stalli di legno di noce, particolare

 

   Sul fondo dell’abside nel 1975 è stato collocato un pregevole trittico con i Santi Giovanni Battista, Michele Arcangelo e Pietro di Giovanni da Barbagelata, firmato e datato 1499: il trittico si trovava precedentemente nella chiesa romanica di S. Giovanni di Candiasco, isolata su un poggio a circa 1 km a Nord Est ed  è stato trasferito in questa sede  per ragioni di sicurezza.

 

Casarza, S.Michele, Giovanni da Barbagelata, Santi Giovanni Battista, Michele Arcangelo e Pietro,  trittico, 1499

 

Le sue dimensioni sono 1,70 m di altezza e 1,50 m di larghezza. Lo sfondo del paesaggio, nonostante la tripartizione del polittico, è unitario: un terreno roccioso, con pietre e ciuffi erbosi stilizzati e montagne azzurrine in lontananza.  In posizione centrale è S. Giovanni Battista (in quanto titolare della Rettoria di S. Giovanni di Candiasco, per la quale il polittico era stato realizzato), a sinistra S. Michele Arcangelo (attributi iconografici: le ali, l’armatura, la spada, la bilancia, il demone), a destra S. Pietro (attributi iconografici: le chiavi e il libro – il Vangelo). Nel registro superiore, al centro la Crocifissione (Cristo tra Maria e Giovanni), a sinistra una Madonna con il Bambino, mentre la figura a destra è stata interpretata come una vergine Annunziata. Giovanni da Barbagelata lo dipinse nel 1499 e lo dedicò il 24 giugno, festa di S. Giovanni Battista, come si legge nella scritta alla base del trittico: “Johannes Barbagelata. Pinxit. MCCCCXXXXVIIII  Die XXIIII Junii”.  La cornice dorata venne intagliata probabilmente da Francesco Delpino di Chiavari, cui Giovanni da Barbagelata era solito commissionare le cornici per i polittici.Tre sono i restauri di cui si ha notizia: il primo nel secolo XVII, il secondo nel 1912 (ad opera di Alberto Porta), il terzo nel 1973-75 realizzato dal genovese Martino Oberto, con una lunga permanenza nel Laboratorio della Soprintendenza ligure.

   Nella Chiesa di S. Michele vi sono sei altari laterali, tutti senza mensa, tranne quello di S. Monica:

-          il primo a destra, dedicato a  S. Antonio da Padova, detto anche “delle anime”, era giuspatronato degli eredi di Antonio Tarchione, in vigore di una concessione del 2 novembre 1700

 

Casarza, S.Michele, altare ds. di S. Antonio da Padova

 

-          il secondo e il terzo a destra sono dedicati alla Madonna di Montallegro e a San Giuseppe. All’altare della Madonna di Montallegro il rettore Angelo Maria Vione aveva eretto, sotto il titolo omonimo, una Congregazione che però non è più esistente.

-          gli altari a  sinistra sono dedicati al SS. Crocifisso, a S. Monica e a  S. Anna.

 

Casarza, S.Michele,  altare sin. di S.Anna

 

   Sopra il portale d’ingresso si trova un eccellente organo acquistato nel 1814, forse già usato, da Luigi Ciorlo Roccatagliata, in seguito più volte restaurato.

   Già il Tomaini segnalava un bassorilievo in ardesia, scoperto durante i lavori alla Sacrestia, con S. Michele Arcangelo, di datazione incerta (XV sec.?), attualmente posto sopra l’ingresso della Canonica.

 

 

Casarza, S.Michele,  Michele Arcangelo, bassorilievo in ardesia, XV sec. ?

 

 

 

 

BIBLIOGRAFIA

 

-          AA. VV., Guida d’Italia. Liguria, T.C.I., Milano, 1982.

-          AA. VV., La pittura a Genova e in Liguria, Ed. Sagep, Genova, 1998, 2 voll., I, dagli inizi al ‘500, II, dal ‘600 al ‘900.

-          Algeri G. - De Floriani A., La pittura in Liguria. Il Quattrocento, Genova, 1992.

-          Alizeri Federico, Notizie dei professori del disegno in Liguria dalle origini al secolo XVI, Genova, 1870-80, 6 voll.

-          Castelnovi G.V., Il Quattro e il primo Cinquecento, in La pittura a Genova e in Liguria, Genova, 1987, pp. 73-160.

-          Podestà Ferdinando, Arte e vita a Casarza ligure di Sestri Levante, Lavagna, 1922.

-          Tomaini Placido, Casarza ligure. Notizie storiche, a. c. grafiche, Città di Castello, 1983.