CHIAVARI

 

 

N. S. dell’Orto

           

 

 

LOCALIZZAZIONE

   

           

Autostrada                  Genova Livorno, casello Chiavari                                  

 

Ferrovia                      Genova  La Spezia, stazione Chiavari

                                   

centro città                  piazza N.S. dell’Orto

 

 

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SCHEDA  DI  CATALOGAZIONE

 

DATAZIONE

 Fondazione                                                      prima fondazione: 1613                                                                           

                                                                            trasformazioni: 1823-1907

                                                              

PROSPETTI

Facciata                                                            pronaos neoclassico

 

Elementi architettonici                                     otto colonne di stile corinzio

e decorativi caratterizzanti.    

           

PIANTA

                       

           

                                                                          

 

 

 

 

          

 Chiavari, N.S.dell'Orto, facciata

                                                                          

                                                                                             

Orientamento: ingresso-abside                     ovest-est

 

Tipologia                                                           architettura religiosa

 

Schema                                                             pianta longitudinale: Croce latina

 

Ingressi : In facciata                                         portale ovest

                  Laterali                                            portale nord

 

Navate                                                               tre

 

Campate                                                           ---                                                             

 

Abside                                                               semicircolare esterna

 

Altari                                                                  uno maggiore + otto laterali

 

Campanile                                                        zona absidale

 

 

SISTEMA DI COPERTURA

Copertura navata centrale                              volte a botte         

                  cappelle laterali                              volte a crociera

                  cappelle del transetto                    volte a botte

 

ARTISTI – OPERE

Magnasco Stefano                                          S. Giuseppe, Gesù adolescente e i simboli della Passione (II metà XVII sec.)

Carlone Giovanni Battista                               Visitazione di S. Domenico a Soriano, XVII   sec.

                                                                                  

Maragliano Antonio Maria                              Crocifisso e Addolorata, gruppo ligneo, 1735

Maragliano Antonio Maria                              Tentazioni di S. Antonio Abate, gruppo ligneo, 1735

Maragliano Antonio Maria                              S. Francesco stigmatizzato, gruppo ligneo, 1715-16

Maragliano Antonio Maria                              S. Rocco, gruppo ligneo, 1705-10

 

Baratta Carlo Alberto                                      Apparizione della Vergine a Sebastiano Descalzo affresco, 1805-10

Baratta Carlo Alberto                                      Trasferimento della sacra immagine della Madonna dell’Orto all’altar maggiore, affresco,1805-10

Baratta Carlo Alberto                                      I primi miracoli della Madonna dell’Orto, affresco, 1805-10

 

Borzone Benedetto                                          Nostra Signora dell’Orto, affresco, 1493

 

Paggi Giovanni Battista                                  L’elemosina di S. Tommaso da Villanova, II-III decennio XVII sec.

 

DESTINAZIONE

Originaria                                                          Santuario mariano

 

Attuale                                                               Santuario e Cattedrale

 

 

 


CENNI  STORICI

 

   La Cattedrale di N.S. dell'Orto deve la sua nascita ad un'immagine della Madonna dipinta nel 1493 da Benedetto Borzone sul muro di un orto di Chiavari, per volontà di una pia donna del sobborgo chiavarese del Rupinaro, Maria de’ Guercio, soprannominata Turchina, scampata alla peste. La Madonna è rappresentata nell’ atto di stringere al seno il Bambino Gesù che le si stringe al collo, mentre con la mano destra tiene alzato il piccolo braccio del Figlio a benedire la città di Chiavari. L’immagine, dipinta a fresco  nella finestrella del muro di un orto che segnava il limite a levante della grande piazza del mare, venne per questo indicata come “Madonna dell’0rto” e divenne ben presto oggetto di culto. Benedetto Borzone rappresentò, ai lati della finestrella, anche le immagini di S. Sebastiano e S. Rocco, protettori contro la peste: questi Santi divennero perciò i contitolari dell’ attuale Santuario-Cattedrale di N.S dell’ Orto.

    La pestilenza del 1528 contribuì a mantenere vivo il culto della Madonna dell’ Orto. Essendo chiuse le chiese per impedire il contagio, i Chiavaresi eressero degli altari nelle piazze e negli incroci delle vie per le celebrazione liturgiche, alle quali assistevano dalle loro abitazioni. Dopo la pestilenza del 1528 la piazza del mare fu trasformata in Cimitero per gli appestati. Per prevenire nuovi pericoli di contagio, venne proibito l’accesso al Cimitero che fu circondato da un muro che racchiuse al suo interno anche l’immagine della Madonna: tale chiusura produsse un vivo malcontento nel popolo. 

   Il Cimitero degli appestati, col passare degli anni, fu trasformato in un orto la cui rendita annua era assegnata al Capitano che governava la città, venendosi così a chiamare “Orto del Capitano “. Tuttavia, durante gli ottant’ anni in cui la Madonna restò chiusa nel recinto dell’ orto, non mancarono i segni di devozione. La tradizione ha conservato il nome di Geronima Turio, levatrice del sobborgo di Rupinaro,  che ebbe una apparizione della Vergine nelle sembianze dell’immagine dell’orto mentre stava recandosi a Chiavari nella notte tra il 17 e il 18 dicembre 1609.

    L’anno successivo la Vergine si manifestò ad un giovane del borgo di Rupinaro, Sebastiano Descalzo, il mattino del 2 luglio 1610. Sebastiano Descalzo, uscito di casa nelle prime ore del giorno, si era awiato verso levante recitando le sue orazioni, diretto a Carasco. Arrivato sulla piazza del mare fu colpito da un gran bagliore e in quella luce scorse una maestosa figura di donna in color celeste che avanzava verso la piazza. Pensò che si trattasse della Madre di Dio e, arrampicatosi sul muro, vide la Madonna sostare dinanzi all’ immagine sacra finché disparve. Questo fatto singolare venne confermato da numerosi prodigi verificatisi in quei giorni, ad esempio l’estinzione di antiche inimicizie fra potenti famiglie chiavaresi, che spesso originavano faide. Si ricorda la riconciliazione avvenuta fra Michele Raggio e Battino Marini: recatisi entrambi dinanzi all’ immagine della Madonna il giorno dopo la sua apparizione, placarono un antico rancore dandosi il bacio della riconciliazione.

    Dal processo canonico sui miracoli della Madonna dell’ Orto risultò confermato l’intervento soprannaturale in tutti i casi esaminati.  I giudici arrivarono nell’ orto insieme al Vicario, per compiere un atto di venerazione pubblica dinanzi all’ immagine miracolosa, accompagnati da una folla esultante. Nell’ orto di Maria, con il consenso del Vicario, si eresse una piccola chiesa provvisoria per riparare l’immagine sacra e il 25 marzo 1612 il canonico Bartolomeo Chiappe celebrava nella Cappella della Madonna dell’ Orto la prima messa solenne.

   Subito si pensò alla costruzione di un Santuario: la prima pietra venne posta il 1° luglio 1613 e i lavori vennero portati avanti sotto la direzione dell’architetto Cesario Leoni. Lo schema planimetrico riprendeva quello della chiesa di S. Andrea di Leon Battista Alberti, a Mantova, e la facciata era a salienti: l’interno era diviso in tre navate, ma le due laterali erano interrotte da muri e formavano tre cappelle per lato.

   In questa prima fase dei lavori assunse importanza decisiva la famiglia dei Marchesi Costaguta che permise la realizzazione del Coro, della Cappella Maggiore e dell’ altare maggiore dei Ferrandino. L’impresa, molto impegnativa, durò circa vent’ anni, durante i quali si avvicendarono vari architetti, tra cui Bartolomeo Bianco, che stava lavorando per i Costaguta e che nel 1623 demolì il muro perimetrale per costruire il presbiterio e l’abside col soprastante catino. Bartolomeo Rossi nel 1624 demoliva i resti della prima costruzione e modificava alcune parti della nuova che presentavano evidenti sproporzioni o necessitavano di ampliamenti: in particolare, intervenne sull’angolo sinistro della facciata, rinforzò gli archi che avrebbero sorretto la cupola e ne ricostruì  il tamburo.

    Restava da risolvere il problema della Cupola, ma poiché negli  stessi anni  si stava riedificando, sempre grazie ai Costaguta, la chiesa di S. Giovanni Battista, per mancanza di mezzi i lavori per la costruzione del Santuario dovettero subire un rallentamento per alcuni anni.  L’altare maggiore venne comunque edificato nel 1627 su disegno degli architetti e scultori Giuseppe e Giambattista Ferrandino. Si pensò di affidare il Santuario a una  Congregazione religiosa e il 20 gennaio 1628 I’ ordine dei Carmelitani ne prese possesso e lo portò a termine in cinque anni. Nel 1629 il Maestro Francesco Bianco realizzò il sepolcreto sotto la parte anteriore del presbiterio, superando notevoli difficoltà tecniche e statiche dovute alla mole del soprastante altare; con questi lavori venne completata la struttura architettonica della chiesa, mentre le decorazioni a stucco vennero portate a termine negli anni successivi da Bartolomeo Rossi e Biagio Bonsignore. Ancora una volta però fu l’impegno dei Costaguta a essere determinante, con generose donazioni in denaro e con un nuovo progetto di cupola ottagonale, con armatura lignea e canniccio, a otto finestre, senza cupolino, disegnato da Pietro Costaguta ed eseguito da due frati della comunità carmelitana. Questa prima fase di sviluppo architettonico si concluse con l’imbiancatura delle pareti, la pavimentazione in ardesia e l’8 settembre 1634 con la solenne traslazione dell’immagine dipinta sul muro dell’orto al centro dell’ancona dell’altare maggiore. 

   Il 7 marzo 1643 N.S. dell’Orto fu proclamata patrona principale della città di Chiavari e di tutto il suo distretto. Dopo la partenza dei Carmelitani, il Municipio affidò la custodia del Santuario a quattro Cappellani. Il cardinale Spina diede un nuovo ordinamento al Santuario, con la nomina del Rettore, della fabbriceria e dei massari.

    In vista delle celebrazioni organizzate nell’anno 1810 per il secondo centenario dell’ Apparizione della Madonna, vennero eseguiti gli affreschi del catino, della volta dell’ abside e del coro, ad opera del pittore Carlo Alberto Baratta.

    La seconda fase dei lavori ebbe inizio dopo il 1820 per impulso del Canonico Bartolomeo Borzone che affrontò l’impresa della nuova facciata. Nel 1823 la chiesa assunse l’attuale struttura a tre navate, con la demolizione dei muri divisori delle cappelle laterali. Un evento determinante per la costruzione della facciata fu la processione penitenziale awenuta il 25 agosto 1835, sotto la minaccia del colera.  A capo del corteo procedeva l’arciprete Antonio Maria Gianelli, portando il Crocifisso Nero conservato in S. Giovanni Battista. Giunti alla chiesa, mentre il Vicario Gianelli parlava su un piccolo palco, si vide uno stormo di rondini, che erano scomparse da più giorni, volteggiare in alto sulla piazza, poi abbassarsi a volo stormendo attorno al Crocifìsso nero, finché scomparvero al di sopra del Santuario. Quello che fu presto chiamato il “miracolo delle rondini” fu interpretato come un felice presagio: Chiavari salva dal colera fece solenne promessa di far edificare la facciata del Santuario in una forma architettonica più sontuosa rispetto alla precedente. 

   Il cantiere si aprì nel 1836 e continuò per alcuni anni grazie all’opera tenace del Canonico Borzone (il quale non potè vederne la fine). La costruzione del pronaos iniziò nel 1841 su progetto dell’architetto romano Luigi Poletti: l’opera, in stile neoclassico, si ispirava al pronaos del Pantheon, e seguiva una tendenza inaugurata in Liguria dalla facciata della SS. Annunziata di Genova (1830, opera dell’architetto Carlo Barabino) e confermata nella vicina chiesa di S. Maria di Nazareth a Sestri Levante, la cui facciata neoclassica, del 1839-40, ad opera dell’architetto G. B. Prato, precede di poco quella chiavarese.

 

Chiavari, N.S.dell'Orto, Pasquale Domenico Cambiaso, Il pronaos di N.S.dell’Orto in costruzione, disegno a matita guazzato, 1860-61 (da P.D. Patrone, G.Blengino, La Liguria di Levante nell’800 dalle vedute di P.D.Cambiaso, ECIG Ed., Genova,1983)

 

Nel 1844 la cupola lignea, distrutta da un incendio, venne sostituita dall’attuale in muratura, realizzata dall’ingegnere Felice Orsolini su progetto dell’architetto Cremona e affrescata dal pittore chiavarese Giovanni Coppola tra il 1848 e il 1854.

   Anno cruciale fu il 1856, quando al canonico Borzone non rimanevano più che 2000 £, mentre ne aveva  già spese oltre 150.000 dall’inizio dell’opera. Ma appunto in quell’anno sopravenne la sua morte, così che la facciata fu lasciata in abbandono per circa un ventennio.  Le otto colonne in ordine gigante, di cui sette senza capitello, presentavano l’aspetto di un antico tempio greco distrutto dal tempo. 

   I lavori furono ripresi nel 1878, per iniziativa di un altro sacerdote chiavarese, Don Agostino Foppiano, che nel 1880 riuscì a far collocare i capitelli sulle colonne, fra I’ entusiasmo della popolazione. Le otto colonne del pronaos (sei frontali e due laterali) sono alte più di 17 metri e presentano una circonferenza di 5,30 metri. I lavori ripresi sotto la direzione dell’ingegnere Riccardo Questa, terminarono soltanto nel 1907.

   La chiesa di N. S. dell’Orto divenne Cattedrale nel 1892 in conseguenza dell’erezione della Diocesi di Chiavari sotto Papa Leone XIII. Nel 1897 iniziava la costruzione del campanile, su progetto dell’architetto Ignazio Cembrano di Moneglia: sarà restaurato e consolidato nel 1990. Nel 1904 la Cattedrale di N. S. dell’Orto ricevette il titolo di Basilica Pontificia.

   In preparazione dei festeggiamenti per il terzo centenario dell’Apparizione (1910), su iniziativa del primo Vescovo di Chiavari, Monsignor Fortunato Vinelli, Ludovico Pogliaghi rivestì di marmi e stucchi le quattordici lesene maggiori nell’interno.

   Un Regio Decreto del 1941 dichiarava il Santuario “monumento nazionale”. La cupola è stata consolidata nel 1988 con catene d’acciaio che collegano gli archi sottostanti, come  risposta ai dissesti sopravvenuti a causa del peso eccessivo della struttura.  Nel 1992 vengono rifatti il tetto e il relativo lucernario e vengono consolidate le colonne. Nello stesso anno altri interventi, diretti dall’architetto Claudio Montagni, riguardano il recupero del tetto del catino absidale, danneggiato da un crollo improvviso nella zona sud, con la sostituzione di due travi dell’orditura primaria, dei travetti dell’orditura secondaria e del manto di copertura in ardesia.

 

 

 

 

DESCRIZIONE  ARTISTICA

 

 

 

 

La facciata presenta un pronaos neoclassico con otto colonne di ordine corinzio (1841). Nel 1938 sono stati inseriti cinque bassorilievi in marmo con episodi della Vita della Vergine, opera dello scultore Rodolfo Castagnino (Genova 1893-1978), su disegno dell’architetto Luigi Daneri (Borgofornari di Ronco Scrivia 1900 - Genova 1972).

 

Chiavari, N.S.dell'Orto, facciata

 

   L’intemo della Chiesa è a croce latina con tre navate divise da pilastri (tre a destra e tre a sinistra). Nelle navate minori si aprono complessivamente sei Cappelle coperte da volte a crociera, tre a destra e tre a sinistra, mentre altre due cappelle, voltate a botte, si trovano nei due bracci del transetto.

 

Chiavari, N.S.dell'Orto, interno

 

   La decorazione in stile neobarocco che riveste i pilastri è opera (1909-10) di Ludovico Pogliaghi (Milano 1857-1950), autore anche del pulpito marmoreo con inserti bronzei, delle vetrate del Coro e dei rivestimenti delle lesene delle navate laterali.

 

Chiavari, N.S.dell'Orto, Ludovico Pogliaghi, particolare di uno dei pilastri

 

Le lesene maggiori sono quattordici e presentano un intreccio di palme in stucco, alternate con rami di vite, di quercia, di frutti e fiorami a tre differenti disegni, con putti che si rincorrono dal basso verso l’ alto, entro una larga cornice di bardiglio in quadratura semplice senza sagoma all’esterno. Ogni lesena porta al centro i principali emblemi della Bibbia e della liturgia con le relative legende.

 

Chiavari, N.S.dell'Orto, particolare di una delle quattordici lesene maggiori

 

 

Chiavari, N.S.dell'Orto, particolare di una delle quattordici lesene maggiori

 

Le lesene minori sono ventiquattro e si trovano sotto le arcate frontali delle Cappelle e nelle navate laterali e sono trattate in modo diverso da quelle maggiori. Esse presentano una copertura di pietra di nembro con ornati in stucco di gesso e di marmi policromi, su uno sfondo di pietra di S. Vittore. Quattordici di queste lesene (nelle navate laterali) portano al centro, dentro una cornice dorata, i quadri della “Via Crucis”, pregevoli dipinti su tela del XVII secolo.

 

Chiavari, N.S.dell'Orto, particolare di una delle ventiquattro lesene minori con Episodi della Via Crucis

 

    Le volte delle Cappelle nelle navate minori e gli archi delle lesene sono rivestiti con stucchi ad alto rilievo, sobriamente ornati e dorati.

 

Chiavari, N.S.dell'Orto, particolare degli arconi di una volta della navata destra

 

 Motivo principale di queste volte, che serve a chiarirne la costruzione architettonica, sono le grandi figure di angeli che alternandosi in diverse pose, nascono a guisa di cariatidi dalle sottostanti lesene e sostengono le Glorie circolari, dove spiccano i monogrammi di Gesù e di Maria.

-          Addossate alla controfacciata sono le due tombe marmoree sormontate da busti di Monsignor Fortunato Vinelli, primo Vescovo di Chiavari e del Sacerdote Francesco Bancalari, fondatore della Diocesi, opera dello scultore chiavarese Francesco Falcone (1892-1978).

-          Sul lato destro della controfacciata è la Visitazione di S. Domenico a Soriano, di Giovanni Battista Carlone (1603-77).

 

Chiavari, N.S.dell'Orto, G.B.Carlone, Visitazione di S.Domenico a Soriano, XVII sec.

 

Cappelle laterali di destra

-          La prima Cappella destra entrando, è intitolata al Sacro Cuore.

-          La seconda Cappella destra,  intitolata a S.Giuseppe, presenta una  pala d’altare di Stefano Magnasco, da altri attribuita a Orazio De Ferrari,  con S.Giuseppe, Gesù adolescente e i simboli della passione (seconda metà XVII sec.). Nell’anno 1892 la Fabbriceria potè far collocare l’altare marmoreo, composto da marmi policromi, dandone l’incarico al marmista Montarsolo.

 

Chiavari, N.S.dell'Orto, II Cappella ds., Stefano Magnasco o Orazio De Ferrari, S.Giuseppe,Gesù adolescente e i simboli della Passione,  II metà XVII sec.

 

-          La terza Cappella destra è dedicata a San Sebastiano: nella nicchia una  statua lignea di S. Sebastiano, opera di Pietro Repetti (sec. XVIII). L’altare marmoreo proviene in parte dalla chiesa genovese demolita di S. Tommaso.

 

Chiavari, N.S.dell'Orto, III Cappella ds., Pietro Repetti, S.Sebastiano, statua lignea, XVIII sec.

 

-          Nel braccio destro del transetto si trova la monumentale Cappella del Crocifìsso e di S. Luigi, sopra la quale si apre una volta a botte, affrescata nel 1868 da Camillo Pucci (Sarzana 1809-1869). E’ qui collocato il gruppo processionale ligneo del Crocifisso e Addolorata, circondata da Angeli, opera di Antonio Maria Maragliano e bottega (1735 ca.).

 

Chiavari, N.S.dell'Orto, Antonio Maria Maragliano, Crocifisso e Addolorata, gruppo processionale ligneo, 1735 ca.

 

L’altare, in marmo bardiglio, apparteneva alla Confraternita Mortis et orationis che aveva sede nell’Oratorio di S. Maria della Valle (sec. XVIII). L’ancona, l’architrave col fregio e il rivestimento marmoreo del muro di fondo della Cappella, vennero eseguiti nel 1897 su disegno dell’ing. Riccardo Questa e dell’arch. Fioravante Carbone che seppero armonizzarli con lo stile barocco dell’ altare sottostante.

-          Nella nicchia della caponavata destra è conservato il gruppo ligneo processionale con le Tentazioni di S. Antonio Abate, opera di Antonio Maria Maragliano (1735 ca.)

 

Chiavari, N.S.dell'Orto, Antonio Maria Maragliano,Tentazioni di S.Antonio Abate, gruppo processionale ligneo,1735 ca.

 

-          La vasta Cappella maggiore venne edificata dal 1623 al 1624 su commissione di Achille Costaguta che l’aveva avuta in giuspatronato.

 

Chiavari, N.S.dell'Orto, cappella maggiore (insieme)

 

Le quattro colonne in marmo verde di Polcevera, con capitello corinzio, sostengono un cornicione sormontato al centro da un Angelo posto su di un tabernacolo dove è raffigurata in altorilievo la figura dell’Eterno Padre. L’altare marmoreo fu realizzato nel 1627 da Giuseppe Ferrandino, che è l’autore anche dei quattro monumenti funerari della famiglia Costaguta addossati alle pareti del presbiterio (1634). Nel centro dell’altare è il tabernacolo marmoreo per il SS. Sacramento, a forma di trono nella parte superiore, con quattro colonnine di alabastro che sorreggono il cornicione sormontato da una cupoletta con al vertice il Crocifisso.  Nell’ancona marmorea dell’altare, entro una nicchia qui traslata nel 1634, è la Madonna col Bambino, nota come Nostra Signora dell’Orto, affresco di Benedetto Borzone (1493).

 

 

Chiavari, N.S.dell'Orto, Benedetto Borzone, N.S. dell’Orto, affresco, 1493

 

Il coro ligneo intagliato, del secolo XVII, proveniente dalla Chiesa chiavarese di S. Francesco, è stato adattato all’abside nel 1813. Gli affreschi del presbiterio sono di Carlo Alberto Baratta (Genova 1754-1815): nel catino absidale il Trasferimento della sacra immagine della Madonna dell’Orto all’altar maggiore.

 

Chiavari, N.S. dell'Orto, Carlo Baratta, Trasferimento della sacra immagine della Madonna dell’Orto all’altare maggiore, affresco del catino absidale, 1805-10

 

Nella volta del presbiterio l’ Apparizione della Vergine a Sebastiano Descalzo: nel dipinto è rappresentata Chiavari, con la cittadella quadrata, il castello in alto e la chiesa di S. Giovanni ai piedi della collina.

 

Chiavari, N.S.dell'Orto, Carlo Baratta, Apparizione di N.S.dell’Orto a Sebastiano Descalzo, affresco della volta del presbiterio, 1805-10

 

 Nelle pareti laterali del presbiterio Baratta dipinge I primi miracoli della Madonna dell’Orto (1805-10).

 

Chiavari, N.S. dell'Orto, Carlo Baratta, I primi miracoli della Madonna dell’Orto,  affresco, lati presbiterio, 1805-10

 

Chiavari, N.S. dell'Orto, Carlo Baratta, I primi miracoli della Madonna dell’Orto,  affresco, lati presbiterio, 1805-10

 

Nel 1982 è stata realizzata la nuova sistemazione del presbiterio con un altro altare in posizione centrale, con pannelli in bronzo, opera del chiavarese Pietro Solari.

-          La decorazione della cupola, con il Trionfo della Vergine, è opera di Giovanni Coppola (1856).

 

Chiavari, N.S. dell'Orto, Giovanni Coppola, Trionfo della Vergine, affresco della cupola, 1856

 

-          La decorazione della volta a botte della navata centrale è divisa in cinque riquadri affrescati nel 1868 da Francesco Gandolfi (Chiavari 1824 - Genova 1873): gli affreschi ripercorrono la storia della chiesa nei suoi punti salienti, con la Posa della prima pietra, Proclamazione della Madonna dell’Orto a Patrona principale della città, Benedetto Borzone dipinge l’immagine di N. S. dell’Orto, La prima messa celebrata davanti all’immagine di N.S. dell’Orto, L’incoronazione di N. S. dell’Orto.

 

 

Chiavari, N.S. dell'Orto, Francesco Gandolfi, Posa della prima pietra, affresco, volta a botte della navata centrale,1868

 

Chiavari, N.S. dell'Orto, Francesco Gandolfi, Proclamazione della Madonna dell’Orto a Patrona principale della città, volta a botte della navata centrale, 1868

 

Chiavari, N.S. dell'Orto, Francesco Gandolfi, Benedetto Borzone dipinge l’immagine di N.S. dell’Orto, volta a botte della navata centrale, 1868

 

Chiavari, N.S. dell'Orto,  Francesco Gandolfi, La prima messa celebrata davanti all’immagine di N.S. dell’Orto, volta a botte della navata centrale, 1868

 

Chiavari, N.S. dell'Orto, Francesco Gandolfi, L’incoronazione di N.S. dell’Orto, volta a botte della navata centrale, 1868

 

 

Cappelle laterali di sinistra

-          Nella nicchia di caponavata sinistra si trova il gruppo processionale ligneo di S. Francesco stigmatizzato (1715-16), eseguito da Antonio Maria Maragliano e aiuti per l’Oratorio dei Disciplinati.

 

Chiavari, N.S. dell'Orto, Antonio Maria Maragliano, S.Francesco stigmatizzato, gruppo processionale ligneo, 1715-16

 

-          La Cappella del transetto sinistro è dedicata alla Vergine Annunziata, con affreschi di Camillo Pucci (ca. 1839) e di Francesco Gandolfi (1870): l’altare marmoreo, estremamente scenografico con le quattro colonne con fusto liscio e capitello corinzio, è stato trasferito qui dall’ex- Oratorio delle Teresiane di Genova e ricostruito da Vittorio Montarsolo di Genova. Nella nicchia si conserva dal 1799 la Vergine Annunciata, gruppo processionale ligneo (XVIII secolo) del Palmieri.

 

Chiavari, N.S. dell'Orto, Palmieri, Vergine Annunciata, gruppo processionale ligneo, XVIII sec.

 

-          La terza Cappella sinistra è dedicata a S. Rocco: nella nicchia, S. Rocco, statua lignea di Antonio Maria Maragliano e Pietro Galleano (Genova, 1681-1761), realizzata nel 1705-10, che rappresenta il Santo confortato da un Angelo.

 

Chiavari, N.S. dell'Orto, Antonio Maria Maragliano e Pietro Galleano, S.Rocco, gruppo ligneo, 1705-10

 

-          La seconda Cappella sinistra, dedicata a S. Erasmo, protettore dei marinai, ha due colonne con fusto liscio di diaspro con capitello corinzio in marmo bianco. L’altare proviene dall’Abazia della Cervara. S. Erasmo è rappresentato nella pala d’altare di Giorgio Scherer (post 1844).

-          La prima cappella sinistra, dedicata all’Ecce Homo, di cui si venera una antica immagine, presenta due colonne con fusto liscio in diaspro rosso con capitelli corinzi in marmo bianco. L’altare marmoreo, proveniente dalla Chiesa genovese delle Figlie di S. Giuseppe, fu donato dal Sacerdote Francesco Bancalari.

 

Chiavari, N.S. dell'Orto, I Cappella sin., Ecce Homo

 

-         Nella parete di controfacciata della navata sinistra è la pala, attribuita a Giovanni Battista Paggi (Genova 1554-1627), con L’elemosina di S. Tommaso da Villanova, databile al II-III decennio del XVII secolo. La pala era precedentemente collocata nella prima Cappella a sinistra, oggi Cappella dell’Ecce Homo.

 

 

Chiavari, N.S. dell'Orto,  Giovanni Battista Paggi,  L’elemosina di S.Tommaso da Villanova, pala, inizio XVII sec.

 

 

 

 

 

 

 

 


BIBLIOGRAFIA

 

-          AA. VV., Guida d’Italia. Liguria, T.C.I., Milano, 1982.

-          AA. VV., La pittura a Genova e in Liguria, Ed. Sagep, Genova, 1998, 2 voll., I, dagli inizi al ‘500, II, dal ‘600 al ‘900.

-          AA. VV., La scultura a Genova e in Liguria, Genova, 1988.

-          AA.VV., Itinerari della fede, Giubileo dell’anno 2000, Chiavari, 1999.

-          Maggi Luciano, N. S. dell’Orto, Relazione dattiloscritta, 1997.

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