CHIAVARI
 

San Giovanni Battista

 

 

 

 

LOCALIZZAZIONE

   

                                                                           

Autostrada                  Genova-Livorno, casello Chiavari

 

Ferrovia                       Genova-La Spezia,stazione Chiavari

 

Centro città                  piazza San Giovanni 

 

 

7

 

 

 

 

 

SCHEDA  DI  CATALOGAZIONE

 

DATAZIONE                                                    

 Fondazione                                                      prima chiesa, 1181-82                                                                                                               

 

PROSPETTI

Facciata                                                            a salienti

 

Elementi architettonici e                                  lato destro, lunetta affrescata attr. a Lorenzo Fasolo (XV sec.)

decorativi caratterizzanti                                               

                                                                                             

PIANTA

 

Chiavari, S.Giovanni Battista

 

 

Orientamento: ingresso-abside                      ovest-est

 

Tipologia                                                           architettura religiosa                                       

 

Schema                                                             pianta longitudinale senza transetto

 

Ingressi:In facciata                                            tre portali ovest

Laterali                                                un portale sud e un portale nord

 

Navate                                                               tre

 

Campate                                                           tre

 

Abside                                                               semicircolare

 

Altari                                                                   uno maggiore + quattro navata ds. e quattro navata sin.

 

Campanile                                                        zona absidale lato destro (sud)

 

 

SISTEMA DI COPERTURA

Copertura navata centrale                               volta a botte unghiata

navate laterali                                 tre campate con volte a vela

 

 

ARTISTI – OPERE

Piola Domenico                                                Assunzione di Maria, olio, 1676

 

De Ferrari Orazio                                             S. Pietro che riceve le chiavi, olio

                                                    

Fiasella Domenico detto il Sarzana               Transito di S. Giuseppe, olio

                          

autore ignoto                                                     Crocifisso nero, scultura lignea, datazione incerta

 

Galeotti Giuseppe                                            Invenzione della Croce, olio

 

Carlone Giovanni Battista                               Storie della vita di S. Giovanni Battista, tele e affreschi, 1644

                                                   

Fiasella Domenico e Piola Domenico           Battaglia di Lepanto, olio

 

Borzone Carlo                                                   Misteri del Rosario, tavola                                                                                                         

 

DESTINAZIONE

Originaria                                                          Cappella

 

Attuale                                                                Chiesa parrocchiale                                        

                                                                                                                                                       

 

CENNI  STORICI

 

-          1181- 82 : I CHIESA

Bardone dei Conti Fieschi, arciprete di Lavagna e appartenente all’ordine Benedettino, fece costruire nel 1181-82 una cappella in un sito precedentemente destinato a orto con casa, di proprietà di un suo cugino della famiglia dei conti Ravaschieri. La cappella era orientata con l’ingresso a monte, sull’attuale via Ravaschieri. Era di dimensioni esigue, con pianta quadrata di 25 palmi, corrispondenti a ca. 6 m (palmo genovese = 24,78 cm). Tre erano gli altari: dedicati a S. Giovanni, S. Bartolomeo Apostolo e S. Andrea Apostolo.

-          1311: la chiesa divenne Parrocchia della Pieve di Lavagna (fino al 1600).

-          1462- 68: II CHIESA

Le piccole dimensioni della chiesa e la necessità di restauri nel corso del ‘400, portarono alla sua riedificazione ad opera del maestro comasco Giovanni di Luma, che in soli sei anni, tra il 1462 e il 1468 terminò i lavori. La nuova chiesa, orientata con ingresso ad ovest e abside a est come l’attuale, quindi ruotata di 90° rispetto alla precedente, era a tre navate, con coro di forma quadrangolare: gli altari erano diventati  quindici, e in testa alle navate laterali vi erano due cappelle con volte a crociera (la cappella destra, dedicata a San Bartolomeo e chiusa nel 1557 per l’innalzamento della torre; la cappella sinistra, dedicata a N. S. della Misericordia). Già nel 1501 è documentata la necessità di continui restauri.

-          1623: il 12 ottobre 1623, grazie a un primo legato di Lire 2000, il Priore e il Maggior Consiglio deliberarono la demolizione della chiesa e la sua riedificazione nello stesso sito con le stesse dimensioni della precedente.

-          1624- 31: III CHIESA

-          Il 5 luglio 1624 si pose la prima pietra della III chiesa, che fu edificata tra il 1624 e il 1631 dagli architetti Andrea Ceresola detto il Vannone e Bartolomeo Rossi. La pianta era a tre navate, con cupola, coro semicircolare e otto altari oltre a quello maggiore.

-          1626: Achille e Prospero Costaguta, giuspatroni del Presbiterio e del coro, affidarono (per 8200 Lire) a Bartolomeo Bianco il lavoro del Presbiterio, con l’altare con cancellata marmorea. Negli stessi anni Bartolomeo Bianco fu impegnato per i Marchesi Costaguta in quello che oggi è Palazzo Rocca e nella ricostruzione della chiesa duecentesca di S. Francesco.

-          1631: il 2 marzo 1631 la III chiesa venne consacrata. Gli altari laterali in marmo, eseguiti negli anni successivi, sono gli stessi che vediamo oggi, anche se non tutti nella loro collocazione originaria (v. Descrizione artistica).

-          1641: il 3 maggio 1641 il Crocifisso nero che si trovava nell’Oratorio dell’Annunziata fu trasferito con una solenne processione alla Chiesa di S. Giovanni Battista, che ne divenne Santuario (v. anche Descrizione artistica, punto 4.).

-          1728: l’altare maggiore di Bartolomeo Bianco venne sostituito con l’attuale, dovuto a Francesco Schiaffino; sopra fu posto il Crocifisso di Antonio Maria Maragliano.

-          1835: in quell’anno a Chiavari e in Liguria incombeva la minaccia della peste: Antonio Maria Gianelli, che nel 1826 era diventato Parroco e Vicario generale, il 25 agosto 1835 durante una processione di penitenza per invocare la grazia divina per la città, si offerse come vittima di espiazione a Dio. D’improvviso apparve uno stormo di rondini che volteggiò intorno al SS. Crocifisso e poi sparì. Il Vicario Gianelli lo lesse come un segno della benevolenza divina e Chiavari fu salvata dalla peste.

-          1847: a ricordo dell’evento miracoloso nella Cappella del SS. Crocifisso fu aggiunto un volo di rondini d’argento nella “gloria” con teste di cherubini che circonda il Crocifisso.

-          1859: tra i molti interventi che seguirono, ricordiamo che nel 1859 il Pianello dipinse la Cupola.

-          1935: la nuova facciata di S. Giovanni fu terminata nel 1935, su progetto dell’architetto milanese Gaetano Moretti.

 

 


DESCRIZIONE ARTISTICA


ESTERNO:

 

La Chiesa di S: Giovanni si affaccia sull’omonima piazza, sede, fino al XV secolo, delle funzioni civili della città. La nuova facciata della chiesa, a salienti, terminata nel 1935, su disegno di Gaetano Moretti, non sembra possa eguagliare l’altissimo valore artistico dell’interno. Tre sono i portali in facciata: ai lati, sopra l’ingresso principale sono le statue marmoree di San Giovanni Battista e San Giovanni Evangelista di Luigi Brizzolara (XX secolo).

 

Chiavari, S. Giovanni Battista, campanile e cupola visti da piazza Mazzini

 

Sul lato destro della chiesa si trova una lunetta affrescata, preziosa perché quattrocentesca e attribuita a Lorenzo Fasolo da Pavia (padre di Bernardino) o a Teramo Piaggio o a Giovanni Mazone da Alessandria: si tratta di una Madonna col Bambino tra S. Marco Evangelista e S. Giovanni Battista: S. Marco si trova a sinistra e S. Giovanni a destra.

 

Chiavari, S. Giovanni Battista, Lorenzo Fasolo o Teramo Piaggio o Giovanni Mazone, Madonna col Bambino tra S. Marco Evangelista e S. Giovanni Battista, affresco,  XV sec.

 

 

INTERNO:

 

La pianta della chiesa attuale è a tre navate, con navata centrale voltata a botte unghiata e navate laterali con tre campate con volte a vela: le tre campate inglobano i primi tre altari. Nello spazio tra le navate e il Presbiterio è uno pseudo-transetto, rivelato all’esterno soltanto dalla presenza di due absidiole e dal maggior sviluppo in altezza. All’incontro tra pseudo-transetto e navata centrale si imposta il tamburo della cupola: la luce entra dalle aperture del tamburo e dalla lanterna. Segue il Presbiterio, delimitato da quattro lesene addossate alla muratura che sorregge la volta a botte del Presbiterio. Una volta a catino copre invece lo spazio semicircolare del coro.

 

Chiavari, S. Giovanni Battista, interno

 

La visita si compie iniziando dalla navata destra (dall’ingresso della chiesa). Nell’ordine si incontrano (v. anche pianta della chiesa con la numerazione progressiva):

navata destra

1.      I Altare di N.S. dell’Assunta, opera dello scultore chiavarese Francesco Falcone (1892-1978): sull’altare tela con l’ Assunzione di Maria di Domenico Piola, olio datato 1676.

 

Chiavari, S. Giovanni Battista, I altare ds., Domenico Piola, Assunzione di Maria, olio, 1676

 

Sopra la trabeazione dell’altare vi è una piccola tavola attribuita a Bernardino Fasolo, pittore pavese (1489?- notizie fino al 1526): una Madonna col Bambino, conosciuta anche come Madonna del latte, copia dell’ originale conservato al Museo Diocesano di Chiavari. La tavola, già attribuita a Bernardino Fasolo da Carlo Garibaldi (1853), che la datò 1521, gli è stata confermata dalla critica più recente (Cataldi Gallo, Castelnovi, Algeri, Frangi); l’attribuzione è stata invece  messa in dubbio da R. Fontanarossa.

 

Chiavari, S. Giovanni Battista, I altare ds. in alto, Bernardino Fasolo, Madonna col Bambino (copia)

 

Chiavari, Museo Diocesano, Bernardino Fasolo, Madonna del latte, tavola, 1521

 

2.      II Altare di S. Pietro, opera dell’architetto Giuseppe Ferrandini, con la tela di Orazio De Ferrari (1605-1657) San Pietro che riceve le chiavi.

 

Chiavari, S. Giovanni Battista, II altare ds., Orazio De Ferrari, S. Pietro che riceve le chiavi, olio su tela, XVII sec.

 

3.      III Altare di S. Giuseppe, anche questo dell’architetto Giuseppe Ferrandini, con la tela Transito di S. Giuseppe, attribuita a Domenico Fiasella detto il Sarzana (1589-1669).

 

Chiavari, S. Giovanni Battista, III altare ds.,  Domenico Fiasella (attribuito a), Transito di S. Giuseppe, XVII sec.

 

4.      Cappella del SS. Crocifisso: nell’ex-cappella di San Bartolomeo Apostolo nel 1641 fu posto il SS. Crocifisso nero, per cui la cappella cambiò titolazione. Il Crocifisso, secondo testimonianze storiche, già venerato nel XIII secolo, nel 1600 era uscito immune da un incendio scoppiato nell’Oratorio di S. Antonio Abate, dove era conservato. Trasferito nell’Oratorio dell’Annunziata, divenne ancor più oggetto di devozione per la miracolosa preservazione dall’incendio: si diceva che nessun pittore fosse più riuscito a dipingerlo e a coprire il colore scuro derivatogli dal fumo. Il culto del Crocifisso si diffuse e fu necessario trasferirlo in un Santuario più vasto: la chiesa, appunto, di S. Giovanni Battista. Il Crocifisso fu trasferito il 3 maggio 1641 dall’Oratorio dell’Annunziata, detto dell’arena o della marina, con una solenne processione. La sua datazione è incerta: recenti restauri hanno messo in discussione la datazione tradizionale (XII-XIII secolo) e per motivi stilistici la  avrebbero posticipata fino alla prima metà del XV secolo.

L’altare attuale, settecentesco, è stato realizzato da Francesco Schiaffino (1741), lo stesso autore che rifece l’altare maggiore. Le rondini d’argento sono state aggiunte a memoria del “miracolo delle rondini”di San Antonio Maria Gianelli del 1835 (v. Descrizione storica, 1847).

 

Chiavari, S. Giovanni Battista, IV altare ds., SS. Crocifisso nero, scultura lignea, (XII-XIII o prima metà XV sec.)

 

5.      Al termine della navata destra, in alto, Invenzione della Croce, tela di Giuseppe Galeotti (1709-1778).

 

 

Chiavari, S. Giovanni Battista, caponavata ds., Giuseppe Galeotti,  Invenzione della croce, olio su tela, XVIII sec.

 

6.      Altare maggiore, opera di Francesco Schiaffino (1728), che sostituì l’altare seicentesco di Bartolomeo Bianco: realizzato secondo la tipologia “a conchiglia”, una forma che ha solo due punti di appoggio, in marmo Broccatello di Spagna e marmo bianco. Sull’altare il Crocifisso ligneo di Antonio Maria Maragliano (1664-1739).

 

Chiavari, S. Giovanni Battista, Francesco Schiaffino, altare maggiore, 1728; Antonio Maria Maragliano, Crocifisso, statua lignea,  XVIII sec.

 

7.      Il Presbiterio presenta le Storie della vita di S. Giovanni Battista, oli su tela e affreschi di Giovanni Battista Carlone (Genova, 1603-1683/84). Il Carlone era giunto a Chiavari per una commissione per i Costaguta, che stavano ricostruendo la chiesa duecentesca di S. Francesco.

Presbiterio, lato destro, in alto: tela con il Non licet di S. Giovanni Battista a Erode di G.B. Carlone, 1644.

 

 

Chiavari, S. Giovanni Battista, Presbiterio, lato ds.in alto,  Giovanni Battista Carlone, Non licet di S. Giovanni Battista a Erode, olio su tela, 1644

 

8.      Presbiterio, lato sinistro, in alto: tela con la Danza di Salomè di G.B. Carlone, 1644.

 

 

Chiavari, S. Giovanni Battista, Presbiterio, lato sin.,  Giovanni Battista Carlone, Danza di Salomè, olio su tela, 1644

 

9.      Presbiterio, volta, a sinistra: Battesimo di Gesù, affresco di G.B. Carlone, 1644.

 

Chiavari, S. Giovanni Battista, volta del Presbiterio, a sin., Giovanni Battista Carlone, Battesimo di Gesù, affresco, 1644

 

10. Presbitero, volta, al centro: Nascita del Precursore, affresco di G.B. Carlone, 1644.

 

Chiavari, S. Giovanni Battista, volta del Presbiterio, al centro, Giovanni Battista Carlone, Nascita del Precursore, affresco, 1644

 

11. Presbiterio, volta, a destra: Martirio del Battista, affresco di G.B. Carlone, 1644.

 

Chiavari, S. Giovanni Battista, volta del Presbiterio, a ds., Giovanni Battista Carlone, Martirio del Battista, affresco, 1644

 

12. Coro ligneo seicentesco di Michele Torriglia (1632)

13. Catino absidale: Predicazione del Battista, affresco di G.B. Carlone, 1644.

 

Chiavari, S. Giovanni Battista, Catino absidale, Giovanni Battista Carlone, Predicazione del Battista, affresco, 1644

 

14. I finestroni istoriati del coro riprendono episodi della vita del Battista e sono opera novecentesca del Bevilacqua (1929).

 

 

Navata sinistra

15. In testa alla navata sinistra, in alto, La Battaglia di Lepanto:  tela dipinta da Domenico Fiasella (1589-1669) nella parte inferiore e da Domenico Piola (1627-1669) nella parte superiore della scena. La vittoria dei Cristiani sui Turchi nella battaglia navale di Lepanto (1571) venne attribuita al potere del Rosario nel combattere l’Islam e le eresie protestanti. L’invenzione della pratica del Rosario era stata attribuita a San Domenico (1170-1221): la Vergine gli era apparsa consegnandogli una “corona di rose di Nostra Signora”. Nel dipinto, di grande suggestione, di Piola e Fiasella, in alto appare la Vergine con gli angeli e il Rosario, come un ex-voto alla Madonna per la vittoria di Lepanto, che viene evocata dalla scena della battaglia navale in basso sullo sfondo.

 

Chiavari, S. Giovanni Battista, caponavata sin. in alto, Domenico Fiasella e Domenico  Piola, Battaglia di Lepanto, olio su tela, XVII sec.

 

16. IV altare della Madonna del Rosario, costruito nel 1656 in marmo Rosso di Francia: come si è visto, la devozione del Rosario costituiva anche il soggetto della tela di Fiasella-Piola (di cui al punto 15.) e venne incoraggiata dalla Controriforma per combattere il Protestantesimo. Sopra l’altare, all’interno di una nicchia, è la statua in legno policromo della Madonna del Rosario; nell’intradosso della nicchia sono dipinti i Misteri del Rosario di Carlo Borzone (m.1657).

 

Chiavari, S. Giovanni Battista, IV altare sin.,  Madonna del Rosario, statua in legno policromo

 

Chiavari, S. Giovanni Battista, IV altare sin., Carlo Borzone,  I misteri del Rosario, XVII sec., particolare dell’intradosso della nicchia

 

17. III altare della Madonna degli Angeli: opera dell’architetto Giuseppe Ferrandini, che realizza anche la tela posta sopra l’altare con i Santi Vincenzo Ferrer, Caterina da Genova e il Beato Baldassarre Ravaschieri, sovrastati da Maria portata in volo dagli angeli: il Beato Ravaschieri, a sinistra, è vestito di un saio francescano, mentre Vincenzo Ferrer, al centro, predicatore domenicano spagnolo (1350-1419), è identificato dai suoi attributi iconografici: la veste domenicana, la fiamma sul capo e il piccolo angelo ai suoi piedi che evoca l’Apocalisse con la tromba del giudizio e il Libro aperto. La Santa a destra è S. Caterina da Genova.

 

Chiavari, S. Giovanni Battista, III altare sin., Giuseppe Ferrandini, I Santi Vincenzo Ferrer, Caterina da Genova e il Beato Baldassarre Ravaschieri, olio su tela, XVII sec.

 

18. II altare di S. Antonio Maria Gianelli (ex-altare dell’Annunziata): è dedicato al Santo dal 1925. Tela di Ubaldo Oppi (1889-1942) con Sant’Antonio Maria Gianelli mentre predica la penitenza per preservare Chiavari dalla peste e l’avvenuto miracolo delle rondini.

 

Chiavari, S. Giovanni Battista, Ubaldo Coppi, S. Antonio Maria Gianelli mentre predica la penitenza per preservare Chiavari dalla peste e l’avvenuto miracolo delle rondini, olio su tela, 1925 ca.

 

19. I altare della navata sinistra: diventato altare dell’Annunziata (v. punto 18): sull’altare una tela (copia) con l’Annunciazione di Domenico Fiasella (l’originale è conservato al Museo Diocesano di Chiavari). In alto, sopra la trabeazione, una tavola con Dio Padre di Autore ignoto del XVI secolo.

 

Chiavari, S. Giovanni Battista, I altare sin,  Domenico Fiasella,  Annunciazione, tela (copia)

 

Chiavari, Museo Diocesano, Domenico Fiasella,  Annunciazione, olio su  tela, XVII sec.

 

 

BIBLIOGRAFIA

 

 

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-          Soprani Raffaello – Carlo Giuseppe Ratti, Vite de’ Pittori, Scultori, ed Architetti Genovesi di Raffaello Soprani patrizio genovese. In questa seconda Edizione rivedute, accresciute, ed arricchite di note da Carlo Giuseppe Ratti Pittore, e Socio delle Accademie Ligustica, e Parmense. Tomo primo, Casamara, Genova, 1768, (edizione anastatica, Genova, 1965 e Bologna, 1970).