LAVAGNA

 

 

Santo Stefano

 

 

LOCALIZZAZIONE

   

           

Autostrada                       Genova-Livorno, casello Lavagna

                                   

Ferrovia                            Genova- La Spezia, stazione Lavagna

 

centro città                       Piazza Marconi 17

 

 

 

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SCHEDA  DI  CATALOGAZIONE

 

 

DATAZIONE

 Fondazione                                                      prima chiesa: VI sec.?                                                                              

                                                                           notizie dal 994

                                                                           seconda chiesa: 1650-1668

 

PROSPETTI

Facciata                                                            a salienti

 

Elementi architettonici                                     facciata a due registri con doppia cornice marcapiano

e decorativi caratterizzanti                             

 

 

PIANTA

 

 

 

Lavagna, S.Stefano

 

 

Orientamento: ingresso-abside                      sud-nord

 

Tipologia                                                           architettura religiosa

 

Schema                                                             pianta longitudinale

 

Ingressi: In facciata                                           tre portali sud

Laterali                                               ---

 

Navate                                                               tre

 

Campate                                                           tre laterali

 

Abside                                                               semicircolare      

 

Altari                                                                  uno maggiore + dieci laterali

 

Campanile                                                        due in facciata

 

 

 

SISTEMA DI COPERTURA

Copertura:navata centrale                              volta a botte unghiata

                   navate laterali                                tre campate coperte con volta a catino

 

ARTISTI – OPERE

Galeotti Sebastiano                                         Primato di S. Pietro, tela, XVIII sec.

 

Galeotti Sebastiano                                         Madonna della Guardia con S. Martino, tela, XVIII sec., II altare sin.

                                                                                              

Piola Domenico                                               Cristo risorto, S. Nicola e S. Domenico, XVII sec., IV altare ds.

 

Piola Domenico                                               Misteri del Rosario, XVII sec.,V altare ds.

Piola Domenico                                               Crocifissione, tela, XVII sec., dietro altare maggiore

 

Raggi Pietro Paolo (1646-1724)                   SS. Trinità, S. Bernardo e S. Rocco, tela, IV altare sin.

Bocciardo Pasquale (1719-1791)                 S. Stefano che sale al cielo, statua in marmo (XVIII sec.), altare magg.

 

DESTINAZIONE

Originaria                                                          Chiesa plebana

 

Attuale                                                               Chiesa parrocchiale       

                                                                                              

 

 

 

 


CENNI  STORICI

 

   Nel sito in cui sorge la chiesa di Santo Stefano di Lavagna esisteva una torre che segnalava ai naviganti l’ingresso al golfo. Vicino a questa torre fu costruita la prima chiesa a tre navate, orientata a ponente con un campanile a levante: tracce di questa costruzione sono visibili negli archi e pilastri che formavano il coro  e che sono ancora presenti nella canonica. Si pensa che la Chiesa esistesse già nel 568, ma mancano notizie documentate. Agostino Busco (che scrive nel 1637) riteneva fosse sorta nel V sec.

   Le prime notizie certe sono del 994: in un lodo del marchese Oberto di Lavagna troviamo la testimonianza che la Chiesa esisteva ed era già una chiesa plebana; ciò risulta chiaramente documentato nella seconda sala del Museo storico e archeologico di Cicagna, in Val Fontanabuona: la pieve di Lavagna fu tra i capisaldi della cristianizzazione del levante ligure e fu inoltre matrice delle numerose cappelle situate nell’entroterra del Tigullio (tra le quali quella di S. Giovanni Battista a Chiavari).

   I Fieschi, consci dell’importanza del luogo, costruirono un castello accanto alla torre ed alla chiesa per poter meglio esercitare l’ufficio consolare. Torre e Castello furono in seguito distrutti: nel 1110 dai genovesi o nel 1200 quando Sinibaldo Fieschi, Papa Innocenzo IV,  scomunicò Federico II e questi, per vendetta, decise di distruggere tutti i possedimenti della famiglia Fieschi.

   Restaurata nel 1611, S. Stefano venne interamente rifatta a partire dal 1650, su iniziativa del cardinale Stefano Durazzo, arcivescovo di Genova. La posa della prima pietra fu solennemente celebrata nel giorno dell’Assunzione, 15 agosto, cui seguì, il 1° novembre del 1650, il crollo del campanile della vecchia chiesa rendendo questa completamente inagibile. Tutta Lavagna partecipò alla costruzione: la comunità organizzò squadre di operai che vi lavorarono gratuitamente, fu stabilita una tassa sulla vendita del grano per raccogliere i denari necessari all’inizio dell’opera, i padroni delle barche e i marinai donarono una parte dei loro guadagni alla fabbrica della chiesa.

   Il progetto è stato attribuito da alcuni studiosi a Gio Battista Ghiso, architetto della Serenissima Repubblica di Genova, mentre l’Alizeri, sulla base di elementi stilistici, attribuisce il progetto a Francesco da Novi, architetto camerale dei Padri del Comune di Genova. La nuova chiesa venne costruita nel luogo dove sorgeva quella più antica poggiandola sulle fondamenta del castello dei Fieschi ed occupando con l’edificio ed il sagrato l’area dell’antico cimitero.

   L’architetto progettista concepì una chiesa più ampia e soprattutto approfittò della posizione elevata per realizzare una scenografia imponente che privilegiava una visione dal mare: la chiesa, originariamente orientata col coro verso est, fu ruotata con la facciata verso sud e inquadrata nella strada che dalla marina giunge ai piedi del poggio. Nella seconda metà del ‘600 la chiesa fu dotata di un nuovo organo della scuola dei Roccatagliata che fu poi sostituito nel 1946. I lavori terminarono nel 1668.

   Nel 1749 furono demolite le case antistanti la facciata in modo da ottenere l’aspetto scenografico voluto dall’architetto. L’accesso alla chiesa dal piazzale fu realizzato con una scalinata in ardesia, sostituita nel XIX secolo da una in marmo bianco completata da due leoni che reggono lo stemma di Lavagna, opera di Medardo Borelli dell’opificio Repetto (1877).

   Nel 1897 nella piazza della chiesa fu costruita, sempre in marmo bianco, la loggia Brignardello che volle questa costruzione per poter accedere al Cimitero senza passare davanti alla chiesa. Recenti lavori di modifica al porticato hanno eliminato la scalinata che collegava il corpo centrale  al sottostante piazzale e la scala che collegava l’inizio del porticato al sovrastante terrazzo.

 

 

 


DESCRIZIONE ARTISTICA

 

 

 

   La facciata, in stile neo-rinascimentale, è stata realizzata tra il 1935 ed il 1940  dall’architetto Fineschi e si eleva sulla scalinata in marmo bianco che ha sostituito quella precedente in ardesia. Presenta delle analogie con alcune chiese tardo manieriste ed in particolare con la chiesa di S. Francesco a Chiavari e, come quest’ultima, è spartita orizzontalmente e verticalmente da  elementi leggermente aggettanti.

   La facciata a due registri è divisa da una doppia cornice marcapiano in cui si inseriscono i basamenti delle paraste e delle colonne che racchiudono lateralmente il finestrone centrale. La spartizione verticale con paraste evidenzia la divisione interna a tre navate.

   Nel registro inferiore le paraste ioniche, decorate con festoni di frutta, inquadrano il portale principale racchiuso da colonne che sorreggono un frontone curvilineo interrotto in corrispondenza di un’edicola contenente una lapide con un’iscrizione nella quale si ricorda che la basilica fu costruita per volere del popolo.

   Nel registro superiore le paraste evidenziano la maggiore altezza della navata centrale culminando nel  frontone triangolare.

   In basso i portali laterali sono stretti fra due campanili che si rifanno alla tradizione ligure, quello di destra è stato eretto a simbolo della città. Il registro superiore è raccordato ai due campanili con due  quarti di circonferenze terminanti con due volute sorrette da due teste d’angelo.

   Le paraste, le mensole,  le lunette e le conchiglie racchiuse in quest’ultime, sono tutti elementi che si rifanno all’architettura rinascimentale e tardo manierista.

 

Lavagna, S.Stefano, facciata

 

   All’interno l’impianto è basilicale a tre navate. Colonnine ioniche binate in marmo bianco di Carrara sorreggono archi a tutto sesto e separano la navata principale dalle laterali. Un cornicione aggettante corre lungo il perimetro della navata principale, del transetto, del presbiterio e dell’abside.

   La navata centrale coperta a botte, in cui si innestano le unghie racchiudenti le finestre laterali, è divisa longitudinalmente da tre archi a tutto sesto.

   Le navate laterali, divise in tre campate coperte con volte a catino sono scandite da  archi sostenuti dalla coppia di colonnine binate e da una coppia di paraste. 

   All’incrocio fra la navata centrale e il transetto  quattro pilastri scanalati in marmo rosso e bianco  reggono gli archi a tutto sesto tangenti nella chiave di volta  al tamburo circolare su cui s’innesta la cupola.

Il tamburo presenta all’interno alternate quattro finestre e quattro nicchie con statue separate da coppie di paraste; esternamente alle nicchie corrispondono delle finestre tamponate. 

 

Lavagna, S.Stefano, interno

 

   La chiesa presenta undici altari.

-          sulla destra, il primo altare, detto dei Pescatori,  è dedicato agli Apostoli Andrea e Pietro, riconoscibile dal simbolo della chiave al centro del paliotto. La tela attribuita a Sebastiano Galeotti, rappresenta il Primato di S. Pietro (XVIII sec.) che è guidato nella sua missione dalla colomba dello Spirito Santo che appare in alto, scolpita nel marmo bianco. Nel soffitto della navata di fronte all’altare è dipinto il Martirio di S. Andrea e nei peducci le quattro Virtù Cardinali.

 

Lavagna, S.Stefano, I altare ds., Sebastiano Galeotti, Primato di S. Pietro, XVIII sec.

 

 

Lavagna, S.Stefano, particolare del coronamento del I altare ds.

 

-          Il secondo altare destro è dedicato a S. Giuseppe. La tela della Sacra Famiglia era firmata, secondo il Ravenna, da un artista francese, ma un restauro sbagliato ne ha occultato la firma. Qui le colonne tortili poggiano su un basamento con una strana decorazione che emerge dal piano. Questo altare è stato collocato nel 1855 con una sapiente operazione di inserimento, perché fu acquistato da un anonimo lavagnese dalla Chiesa dei Cappuccini di Chiavari. Sulla volta della navata l’affresco rappresenta Il Papa che proclama San Giuseppe patrono della Chiesa Universale.

 

Lavagna, S.Stefano, particolare del II altare ds. acquistato nel 1855 dalla chiesa dei Cappuccini di Chiavari

 

 

Lavagna, S.Stefano, II altare ds.,Sacra famiglia, tela

 

-          Il terzo altare destro, restaurato nel 1896, è dedicato all’Assunta, a S. Antonio da Padova, a S. Francesco Saverio e a S. Caterina Fieschi, rettrice dell’antico ospedale genovese di Pammatone: si spiega così all’interno dell’affresco la presenza di alcuni malati nel letto e la scena cruenta dell’amputazione. Sulla volta della navata è un affresco con la rappresentazione del miracolo di Sant’Antonio.

-          Il quarto altare destro  è di maggior pregio artistico: qui la qualità dei marmi e la ricchezza degli intarsi è notevole e  la motivazione sta nel fatto che è la testata del transetto destro. Nel paliotto un bassorilievo presenta Gesù che porge la mano a S. Pietro, ma  l’altare è dedicato a S. Nicola di Bari con un Cristo risorto, San Nicola e Santo Stefano di Domenico Piola. Sulla volta della navata l’affresco con San Carlo Borromeo che dà la prima comunione a San Luigi Gonzaga alla presenza dei genitori.

 

Lavagna, S.Stefano, IV altare ds, Domenico Piola, Cristo risorto, S. Nicola e S. Stefano, XVII sec.

 

-          Il quinto altare, alla testata della navata destra, è dedicato alla Madonna del Rosario: una lapide posta a sinistra testimonia il restauro effettuato nel 1882, data in cui sono stati dipinti i due affreschi laterali dal pittore chiavarese Gian Battista Pianello. I quindici Misteri del Rosario sono opera di Domenico Piola. Gli affreschi della cupola sono del Pianello (1881) e rappresentano la Madonna che porge il rosario a San Domenico ed a Santa Caterina. Sulla parete sinistra un affresco rappresenta Papa Pio V che annuncia la vittoria di Lepanto, su quella di destra la processione che si svolge a Lavagna.

 

Lavagna, S. Stefano, V altare ds., Domenico Piola, Misteri del Rosario, XVII sec.

 

 

-          L’altare maggiore è opera dei fratelli Bocciardi. La statua in marmo con S. Stefano che sale al cielo, opera di Pasquale Bocciardo (scultore genovese, 1719-1791), è dono di Prospero Castagnola (1752).

 

Lavagna, S. Stefano, altare maggiore, Pasquale Bocciardo, S. Stefano che sale al cielo, statua in marmo, XVIII sec.

 

-          I due quadri laterali sono attribuiti a Carlo Fontana e rappresentano Il Martirio e il Rinvenimento del corpo di S. Stefano. Gli affreschi della volta e del catino sono invece di Francesco Chiarella (1860) e rappresentano l’Ordinazione e la Predicazione di S. Stefano. Dietro all’altare si trova una Crocifissione, tela di Domenico Piola.

 

Lavagna, S. Stefano, Domenico Piola, Crocifissione, tela, XVII sec.

 

   Davanti all’altare maggiore si eleva la cupola, sormontata dalla lanterna e affrescata con un S. Stefano in gloria affacciato alla balaustra anziché nel centro della raffigurazione.

-          il quinto altare alla testata della navata di sinistra (caponavata) è dedicato al Crocifisso e ospitava la tela di Domenico Piola, attualmente dietro l’altare maggiore. Questa è stata sostituita da un Crocifisso ligneo tra la Madonna e la Maddalena. Il pittore G. B. Pianello sviluppa il tema della Crocifissione nelle pareti laterali (Invenzione della croce a destra e Trasporto delle reliquie  a sinistra) e nella cupoletta. I soggetti delle pareti laterali ricordano la presenza di una reliquia della S. Croce donata dalla famiglia Cybo del 1461.  Nei basamenti marmorei compaiono, sullo sfondo nero, i simboli della Passione; nel paliotto in un bassorilievo a cammeo compare il Cristo caduto sotto la croce.

-          il quarto altare  a sinistra costituisce la testata del transetto sinistro ed è dedicato alla SS. Trinità.  La tela con la SS.Trinità, San Bernardo e san Rocco è di Pietro Paolo Raggi, mentre l’affresco della navata  rappresenta il Sacro Cuore che appare a Santa Maria.

 

Lavagna, S. Stefano, IV altare sin., Pietro Paolo Raggi, SS. Trinità con S. Bernardo e S. Rocco, tela, XVIII sec.

 

-          Il terzo altare a sinistra è uno dei più antichi della chiesa, fu rinnovato nel 1880 e dedicato all’Immacolata Concezione che compare nell’affresco sulla volta della navata.

-          Il secondo altare a sinistra è dedicato alla Madonna della Guardia ed è l’altare dei contadini. La tela che rappresenta la Madonna della Guardia con San Martino è di Sebastiano Galeotti e nella volta è affrescata l’Apparizione sul monte Vigogna.

 

Lavagna, S. Stefano, II altare sin., Sebastiano Galeotti, Madonna della Guardia con S. Martino, tela, XVIII sec.

 

-          Nel primo altare di sinistra è collocato il Battistero ottocentesco: il tema del Battesimo si sviluppa nella cupoletta soprastante con un’insolita veduta “di schiena” del Battista che presenta Gesù al popolo.

   Tra la navata centrale e quella di destra, all’altezza del pilastro che sorregge la cupola è situato il pulpito. Sorretto da una colonna intarsiata con marmi diversi, l’ambone a cui si accede da una scala a chiocciola in marmo del 1865, è scolpito con un bassorilievo con Santo Stefano che sale al cielo. 

 

 

 

BIBLIOGRAFIA

 

 

-          AA. VV., Guida d’Italia. Liguria, T.C.I., Milano, 1982.

-          AA. VV., La pittura a Genova e in Liguria, Ed. Sagep, Genova, 1998, 2 voll., I, dagli inizi al ‘500, II, dal ‘600 al ‘900.

-          AA.VV., Itinerari della fede, Giubileo dell’anno 2000, Chiavari, 2000.

-          Alizeri Federico, Notizie dei Professori del disegno in Liguria dalla fondazione dell’Accademia, Genova, 1864-66, 3 voll.

-          Bellini D., Guida turistica e naturalistica a schede- Lavagna e Cavi, Ed. Zona.

-          Casini Alfonso, Storia di Lavagna, Marietti Ed., Genova, 1989.