LAVAGNA

 

 

S. Giulia di Centaura

           

 

 

LOCALIZZAZIONE

   

           

Autostrada                  Genova-Livorno, casello Lavagna

                                   

Ferrovia                      Genova-La Spezia, stazione Lavagna

                                   

dalla Stazione  (piazza Torino) corso Mazzini

a destra strada panoramica per la Chiesa di S. Giulia di Centaura, S. 254 (4 km circa)

 

 

 

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SCHEDA  DI  CATALOGAZIONE

 

DATAZIONE

 Fondazione                                                      prima fondazione incerta/notizie dal 1031

                                                                            chiesa attuale: 1654

                                                              

PROSPETTI

Facciata                                                            a  salienti

 

Elementi architettonici                                                       

e decorativi caratterizzanti.                                               

 

PIANTA

 

Lavagna, S.Giulia di Centaura

 

 

Orientamento: ingresso-abside                      sud-nord

 

Tipologia                                                           architettura religiosa

 

Schema                                                             pianta longitudinale

 

Ingressi : In facciata                                          portale sud

                 Laterali                                              portale ovest

 

Navate                                                               unica

 

Campate                                                           ---

 

Abside                                                               semicircolare esterna    

 

Altari                                                                   uno maggiore + sei laterali

 

Campanile                                                         anteriore, lato destro

 

 

SISTEMA DI COPERTURA

Copertura navata centrale                               volta a botte

                   navate laterali                                 ---

 

 

ARTISTI – OPERE

Di Fontana Andrea                                           Santa Giulia e altre Sante, tavola, 1533

Mazone Stefano (attribuito a)                          Volto Santo, tavola, 1515-20 ca.

Piaggio Teramo (attribuito a) 

                                                                                              

DESTINAZIONE

Originaria                                                          Cappella campestre

Attuale                                                                Chiesa parrocchiale      

 

 

 

CENNI  STORICI

 

   La chiesa parrocchiale di Santa Giulia si trova in collina a  circa  254 m.   s.l.m. La collina è situata quasi al centro del Golfo del Tigullio,  in uno scenario di ulivi e viti delimitato ad est dalla penisola di Sestri Levante  ed a ovest dal Promontorio di Portofino.

           L’appellativo “Centaura” è di origine incerta e gli sono state attribuite due spiegazioni:

·      secondo la prima deriverebbe da “Centuria”, la formazione militare che presidiava la via Aurelia in epoca romana;

·      la seconda la ricollega alla sua posizione aperta, esposta,  appunto “Cent’Aure”.

   L’esistenza di una Cappella dedicata a “Santa Giulia” in questo luogo, chiamato  “Calaolo”, risale al basso Medioevo: è nominata  infatti, in un documento del  1031 riportato a pag. 291 del Primo Registro Arcivescovile; ma da altri documenti sappiamo che nel 1387 non aveva ancora il titolo di Parrocchia, che si presume acquisito attorno al 1582.

   La Chiesa primitiva non aveva certamente le dimensioni di quella attuale: era una Cappella campestre, orientata a Ponente, come si può constatare dai muri perimetrali della Sagrestia che, probabilmente costituivano l’Abside della Cappella. La Chiesa attuale è stata terminata nel 1654. Secondo la tradizione,  il giorno della sua consacrazione è il 7 Agosto, giorno in cui da allora si celebra  una Festa.

 

  

 

 

 

 


DESCRIZIONE  ARTISTICA

 

 

 

 

    La facciata, intonacata, è a salienti, ritmata da 4  lesene. La Chiesa attuale è larga 11 m. e lunga 17 m., oltre Presbiterio e Coro che aggiungono altri 10 m.

Lavagna, S.Giulia di Centaura, facciata

    L’interno della Chiesa, barocco, è ad aula unica con sei altari ( tre per ogni lato).

 

Lavagna, S. Giulia di Centaura, interno

 

L’altare maggiore è  stato certamente costruito in due tempi; come si può constatare dalle diverse qualità dei marmi e dagli intarsi degli scalini.

   Sull’altare maggiore è posta una ancona,  che rappresenta  Santa Giulia e altre Sante”, tavola del secolo XVI attribuita ad Andrea di Fontana, pittore originario della Fontanabuona. L’Alizeri documenta una sua Maestà, perduta, eseguita anch’essa per la chiesa di S. Giulia, grazie a un documento che ne attesta il pagamento, saldato al figlio Domenico nel 1533. S. Giulia, in trono, è circondata da Sante identificate dai loro attributi iconografici:  S. Maria Maddalena  con un vaso di profumi e S. Cecilia con strumenti musicali a sinistra, S. Caterina d’Alessandria con la ruota uncinata e S. Barbara con la torre sulla destra.

 

Lavagna, S. Giulia di Centaura, altare maggiore,  Andrea di Fontana (attribuita a), S. Giulia e altre Sante, tavola, 1533

 

-          Il primo Altare a destra è dedicato al Santissimo Salvatore per la Congregazione delle Donne Assistenti degli Infermi.

-          Sul secondo altare a destra è collocata l’opera artisticamente più rilevante: il polittico del Volto Santo , commissionato il 18 gennaio 1500 a Giovanni Mazone di Alessandria, ma realizzato probabilmente intorno alla fine del secondo decennio da un pittore della sua cerchia, forse il figlio Stefano Mazone (secondo l’attribuzione di G. Algeri confermata da G. Zanelli). Anche Castelnovi contesta l’attribuzione dell’Alizeri a Giovanni Mazone e considera il polittico opera di alcuni decenni più tarda, con caratteri che richiamano Teramo Piaggio. Originariariamente la tavola si trovava nell’Oratorio della parte vecchia del Cimitero di Santa Giulia. Al centro del Trittico è rappresentato il Volto Santo di Lucca. Ai piedi della Croce vi è un Calice. La Croce è infissa sul coperchio del sepolcro e adorata da due schiere di fedeli: fra questi numerosi sono i Disciplinanti, vestiti di cappuccio e cappa. Nel pannello di sinistra si trovano San Nicola e San Leonardo, in quello di destra San Gottardo e Santa Lucia. In alto una Pietà è collocata tra i due riquadri dell’Annunciazione: l’Angelo a sinistra e Maria a destra. Nella predella in basso il Cenacolo.

 

Lavagna, S. Giulia di Centaura, II altare ds., Stefano Mazone (attribuito a), trittico con il Volto Santo, tavola, 1515-20 ca.

 

-          Il terzo Altare a destra è dedicato al Santissimo Rosario e presenta, secondo il Remondini, una statua lignea di Maria Vergine.

-          Sul terzo Altare a sinistra è posto un pregevole Cristo bizantino con la corona regia in capo che riproduce anch’esso il Volto Santo di Lucca.

 

Lavagna, S. Giulia di Centaura, III altare sin., Cristo bizantino

 

-          Il secondo Altare a sinistra è dedicato a San Giovanni Battista.

-          Il primo Altare a sinistra, del 1769, era  intitolato  all’ Assunta,  nel 1834 a Nostra Signora delle Grazie, nel 1858 a Nostra Signora della Guardia.

   I dipinti del Catino absidale, eseguiti alla fine del  XIX Secolo rappresentano il Martirio della Santa Patrona Vergine e Martire: S.Giulia, nobile cartaginese, di cui la Chiesa custodisce una reliquia, secondo la tradizione fu crocifissa sulla costa di Capo Corso il 22 Maggio del 439 d.C. per essersi rifiutata di bruciare incenso agli idoli.

 

Lavagna, S. Giulia di Centaura, catino absidale, Martirio della Santa Patrona Vergine e Martire, affresco, fine XIX sec

             

 

 

BIBLIOGRAFIA

 

 

-          AA. VV., La pittura a Genova e in Liguria, 2 voll., Ed. Sagep, Genova, 1998, I, dagli inizi al ‘500.

-          Alizeri Federico, Notizie dei professori del disegno in Liguria dalle origini al secolo XVI, III vol., Genova, 1874.

-          Casini Alfonso, Storia di Lavagna, Ed. Marietti, Genova, 1989.

-          Parma Elena (a cura di), La pittura in Liguria. Il Cinquecento,  Ed. Microart’s, Recco, 1999.

-          Remondini Angelo e Marcello, Parrocchie dell’archidiocesi di Genova. Notizie storico-ecclesiastiche. Quinta regione, Genova ,1888.