MONEGLIA
 

Santa Croce

           

 

 

LOCALIZZAZIONE

   

           

Autostrada              Genova-Livorno, casello Sestri Levante

                                   

Ferrovia                   Genova-La Spezia, stazione Sestri Levante

                             

SS 370                    direz. Moneglia

                                 estremità est del borgo vecchio:  via V. Emanuele

 

 

 

 

 

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SCHEDA  DI  CATALOGAZIONE

 

DATAZIONE

 Fondazione                                                      prima chiesa: datazione incerta

                                                                            notizie sulla Pieve dal 1033 d.C.                                                                                                

                                                                            terza chiesa (l’attuale): 1726

 

PROSPETTI

Facciata                                                            a salienti

 

Elementi architettonici                                     in facciata due ordini sovrapposti di lesene

e decorativi caratterizzanti                             

 

PIANTA

 

 

Moneglia, S.Croce

 

 

 

Orientamento: ingresso-abside                      ovest-est

 

Tipologia                                                           architettura religiosa      

 

Schema                                                             pianta longitudinale

 

Ingressi : In facciata                                          tre portali ovest

                 Laterali                                              ---

 

Navate                                                               una

 

Campate                                                           ---

 

Abside                                                               semicircolare

 

Altari                                                                   uno maggiore + otto laterali

 

Campanile                                                         zona absidale lato destro

 

 


SISTEMA DI COPERTURA

Copertura navata centrale                               volta a botte lunettata

navate laterali                                 ---

 

ARTISTI – OPERE

Maragliano Antonio Maria                               Immacolata, statua lignea, XVIII sec.

                                                                                              

Cambiaso Luca                                                Ultima Cena, tela, XVI sec.

 

Biscaino Giovanni                                            Gesù alla colonna, tela, XVII sec.       

 

autore ignoto                                                     Crocifisso, statua lignea, bizantino, datazione incerta         

 

DESTINAZIONE

Originaria                                                          Chiesa plebana

Attuale                                                                Chiesa parrocchiale      

                                                   

                                                   

CENNI  STORICI

 

   All’estremità est del borgo di Moneglia, vicino alla casa in cui nacque il pittore Luca Cambiaso (1527-1585), si trova la Parrocchiale settecentesca di S. Croce, edificata sul sito della antica Pieve. Non risultano notizie in documenti anteriori all’anno 1000, nonostante gli storici siano concordi nel sostenere che le sue origini siano ad esso precedenti. Il titolo di Santa Croce permette di stabilire una data post – quem per la fondazione della chiesa: nel 350/351 era infatti avvenuto a Gerusalemme il ritrovamento del legno della Santa Croce ad opera di S. Cirillo ( come egli stesso scrive in una lettera all’Imperatore Costanzo ) dando origine al culto della sacra reliquia con la conseguente erezione in tutto il mondo di santuari ad essa dedicati ( S. Croce a Roma, S. Croce a Ravenna, oratorio della Croce presso S. Giovanni in Laterano e S. Pietro, S. Croce a Moneglia sono alcuni fra i più celebri dell’Italia).

   La più antica notizia della pieve di Moneglia è datata 10 giugno 1033: si tratta di una donazione da parte del Marchese Adalberto e della moglie di “tutta la decima” percepita in diversi luoghi, tra cui Moneglia, al monastero di S. Maria di Castiglione in Parma. Ma il documento più antico riguardante direttamente ed esplicitamente l’Arcipretura o Plebania di Moneglia è il libro (il “solenne e autentico transunto” del 1143) di Alessandro, economo del primo Arcivescovo di Genova. In esso si legge che la quarta parte delle decime nella Plebania, dovute all’Arcivescovo di Genova, spettavano alla chiesa di Moneglia.

   La Chiesa era sorta sul territorio dell’antico pago romano e vicino le si svolgeva un mercato, chiamato “Forum de ramis palmarum”, probabilmente nato per evitare gli inconvenienti legati ai mercati pagani. Le notizie riguardanti la prima chiesa sono esigue.

   Della seconda si può affermare con certezza solamente che nel 1200 era già stata consacrata (tale evento veniva annualmente ricordato nella seconda domenica di novembre) e che la festa titolare era l’esaltazione della Santa Croce il 14 settembre. La seconda pieve fu ampliata con il coro nel 1316. Già nel 1390 il coro fu poi restaurato; i lavori furono finanziati completamente da Giovanni Fatinanti, podestà e castellano del borgo e da Bernardo di Porto Maurizio, notaio e segretario della corte di Moneglia, come è testimoniato da una lapide posta nel coro:

 

MCCCXC DIE PRIMO MAI

HOC OPUS FACTUM FUIT TEMPORE REGIMINIS PROVIDI

CIVIS DOMINI JOHANNIS FATINANTI MONELIE POTESTATIS ET

CASTELLANI ET BERNARDI .... DE PORTU MAURITIO

ET SCRIBE  CURIE MONELIE

DICTI D. D. JOHANNES ET BERNARDUS FIERI FECERUNT

DE EORUM PECUNIA.

 

   La seconda chiesa era a tre navate. Il 16 settembre 1725 terminata la celebrazione di nozze solenni, crollò la volta della navata centrale, provocando morti e feriti, mentre il presbiterio e le due navate laterali rimasero in piedi.

   L’arciprete di Moneglia, Domenico Francesco Olivieri, in seguito all’accaduto sollecitò la ricostruzione della Chiesa, questa volta ad una sola navata, ricostruzione che avvenne a partire dall’anno seguente. Già in origine la terza chiesa era ricca di arredi sacri e  il pulpito marmoreo fu donato da alcuni benefattori.

   Nel 1742 il vescovo di Noli, Costantino Serra, benedisse le campane, il cui numero venne aumentato, nel 1853, da tre a quattro. Nel 1823 fu restaurato in marmo il pavimento a mosaico. La torre campanaria fu restaurata nel 1875 su progetto di Lorenzo Ferrari, e sulla porta fu posta un’ iscrizione di Federico Alizeri:

TANTA ALTEZZA DI TORRE

A PIU’ LUSTRO DEL TEMPO

DECORO IN NUOVA FORMA

A DISEGNO DI LORENZO FERRARI

LA PIETA’ DEI MONEGLIESI

NON DEGENERI DAI LORO ANTICHI

1875

Moneglia, S.Croce, particolare della lapide della torre campanaria con l’iscrizione di Federico Alizeri (1875)

 

In seguito il numero delle campane fu portato a cinque, quante sono ancora oggi.

   Il primo vescovo di Chiavari, Mons. Fortunato Vinelli, consacrò la chiesa nel 1894.

   Sul fianco destro della chiesa di S. Croce in Moneglia sono murati due grossi anelli prelevati da una catena che chiudeva il porto di Pisa, e una lapide in caratteri semigotici che ne illustra la storia: anelli e lapide furono collocati in questa sede nel 1290 per rendere onore ad Ascasera e Stanco, monegliesi che, dopo aver dimostrato il loro coraggio nella battaglia della Meloria del 1284, avevano riportato in patria il trofeo, simbolo della vittoria su Pisa. Nel rilievo sono raffigurati due cavalieri intenti ad uccidere un drago: San Giorgio, in primo piano, rappresenta Genova, l’altro cavaliere, minore, simboleggia i San Giorgini, cioè i rivieraschi, sempre impegnati nella difesa della Repubblica contro le mire espansionistiche di Pisa nel Mediterraneo. Nel 1860 venne ordinata la restituzione a Pisa della catena, attualmente esposta nel Camposanto della città, atto che implicava la ricongiunzione dei vari anelli componenti. Pertanto i due anelli che si trovavano in possesso di Moneglia vennero rimossi per essere inviati a Genova; per un caso fortuito vennero però dimenticati nella casa comunale, dove rimasero fino al 1931 quando furono individuati dall’ Arciprete di Santa Croce, Romeo Leveroni. La sua passione per la storia ligure lo spinse ad esortare il Comune affinché fosse ripristinato l’antico monumento.

Leveroni stesso si cimentò nella traduzione della lapide:

NEL NOME DEL SIGNORE. COSI’ SIA

ANNO 1290

QUESTA CATENA FU PORTATA VIA DAL PORTO DI PISA. LA LAPIDE

FU POSTA DAL SIGNOR TRACHEO STANCO DI MONEGLIA

BATTAGLIA DELLA MELORIA 1284

 

Moneglia, S.Croce, fianco destro: due grossi anelli murati, trofeo della battaglia della Meloria

 

 

 

 


DESCRIZIONE ARTISTICA

 

 

 

 

   La Chiesa sorge davanti ad un sagrato del 1822 a mosaico di ciottoli bianchi, rossi e neri. Sul lato a monte si erge, preceduto da una scalinata, l’oratorio barocco di S. Croce, originario dell’XI secolo.

 

Moneglia, Oratorio barocco di S.Croce

 

 

La Chiesa presenta una facciata a due ordini sovrapposti di lesene, con decorazioni di gusto ottocentesco. Culmina in alto con un timpano triangolare, raccordato alle ali laterali dell’ordine inferiore tramite semplicissime volute.

 

Moneglia, S. Croce, facciata

 

Alla base tre portali di accesso corrispondono all’unica navata rettangolare, coperta da una volta a botte lunettata, che presenta caratteristiche generalmente usate nel Seicento: lungo le pareti laterali, infatti, si aprono quattro profonde cappelle per lato, esterne al perimetro della navata e fra loro comunicanti. Il presbiterio, con catino lunettato, si innesta sul corpo della chiesa con setti murari ad angolo retto. L’interno presenta un ordine di lesene con capitello composito, unificate in alto da una trabeazione che corre lungo tutto il perimetro.

  

 

Moneglia, S.Croce, interno

 

Le cappelle laterali sono otto. A destra:

-          La prima cappella, entrando sulla destra, era sotto il giuspatronato dei Piazza: presenta un altare eretto dopo il 1749 ed è dedicata ai Santi Lazzaro e Bernardo.

-          La seconda cappella, restaurata dalla famiglia Fidanza, è dedicata a S. Caterina da Genova.

-          La terza restaurata in marmo dai Roverano, è dedicata alla Immacolata Concezione e ai S.S. Pietro e Paolo. Fu Antonio Maria Maragliano a scolpire la statua lignea della Immacolata che fu trasportata qui nel 1872 dalla Chiesa soppressa dei Francescani.

 

Moneglia, S.Croce, III cappella ds., Antonio Maria  Maragliano, Immacolata, statua lignea, XVIII sec.

 

 

-          La quarta cappella destra era sotto il giuspatronato dei Pagliettini ed è tuttora dedicata alla Visitazione di Maria.

-          L’altare maggiore fu eretto tra il 1749 e il 1769: sotto la mensa conserva le reliquie dei Martiri Prospero, Illuminata e Teodoro.

 

Moneglia, S.Croce, altare maggiore, 1749-69

 

A sinistra:

-          La quarta cappella fu eretta nel 1741 da Maria Rosa De Ferrari, vedova Moltedo, come testimonia la seguente epigrafe:

 

DEO OPTIMO MAXIMO

DOMINA MARIA ROSA DE-FERRARI VIDUA QUONDAM JOSEPHI MULTEDO

QUONDAM DOMINI JOANNIS CAROLI

UT DEFUNCTI VIRI ET MAIORUM EIUSDEM

EXIMIAM BENEFICENTIAM PERPETUO TESTARETUR

ERGA HANC ECCLESIAM

SACELLUM HOC A FUNDAMENTIS ERECTUM

SANCTISSIMAE SALVATORIS NOSTRI EXALTATAE CRUCIS

IN HAC EADEM PLEBANA PAROCHIALI

ANTIQUA PIETATE EXCULTATAE MULTISQUE SIGNIS CORUSCANTE

DICABAT

REPARATIONIS NOSTRAE ANNO MDCCXLI

 

La cappella è intitolata all’ Esaltazione della Santa Croce ed era sotto il giuspatronato dei Moltedo.

Qui è conservata una  Croce dipinta su tavola, di autore ignoto, figura bizantina da cui deriva l’intitolazione della chiesa, molto venerata, ritrovata secondo quanto tramandato, sul lido trasportata via mare ai tempi dell’ iconoclastia. La Croce è stata pesantemente restaurata nel 1929 e nel 1953, per cui i caratteri stilistici  originari risultano illeggibili. Si può comunque rilevare che la figura, con gli occhi aperti e la testa non reclinata, presenta il tipo del Christus triumphans.

 

Moneglia, S.Croce, IV cappella sin., autore ignoto, Croce, tavola dipinta, datazione incerta

 

-          la terza cappella sinistra è invece dedicata alla Madonna del Rosario e custodisce una statua lignea della Madonna del Rosario di Antonio Maria Maragliano (1664-1741); altare e cancelli sono in marmo.

 

Moneglia, S.Croce, III cappella sin., Antonio Maria  Maragliano, Madonna del Rosario, statua lignea, XVIII sec.

 

-          la seconda cappella sinistra è dedicata ai Santi Bartolomeo, Lucia e Apollonia.

-          la prima cappella sinistra, sempre di giuspatronato dei Moltedo, fu intitolata fino al 1876 a S. Giovanni Battista, successivamente l’altare fu tolto, il muro fu abbattuto e il retrostante oratorio della Morte ed Orazione fu trasformato in Battistero: qui è collocata una tela con “Gesù alla colonna”, opera di Giovanni Biscaino (XVII sec.).

 

Moneglia, S.Croce, I cappella sin., Giovanni Biscaino, Gesù alla colonna, tela, XVII sec.

 

Nella sacrestia si trovano mobili in stile genovese, acquistati dalla Chiesa Metropolitana di Genova e trasportati via mare a spese dei capitani monegliesi. Di Luca Cambiaso, nativo di Moneglia, si conserva una tela con l’Ultima cena, replica di dimensioni minori della tela dello stesso soggetto che era conservata nel Refettorio del Monastero di N. S. della Consolazione a Genova.

 

Moneglia, S.Croce, Sacrestia, Luca Cambiaso, Ultima Cena, olio su tela, XVI sec.

 

 

 

BIBLIOGRAFIA

 

-          AA.VV., Guida d’ Italia, Liguria, Touring Club Italiano, Milano, 1982.

-          AA.VV., Itinerari della fede. Giubileo dell’anno 2000, Chiavari, 2000.

-          Centi Angelo, Cenni storici di Moneglia, in Archivio Parrocchiale di MonegliaS.Croce.

-          Ferretto Arturo, I primordi e lo sviluppo del Cristianesimo in Liguria e in particolare a Genova, in “Atti della Società ligure di Storia Patria”, vol. XXXIX.

-          Ferretto Arturo, Il distretto di Chiavari preromano – romano –medievale, Chiavari, 1928.

-          Remondini Angelo e Marcello, Parrocchie dell’ Archidiocesi di Genova, Regione VI, Genova, 1888.

-          Tomaini Placido, Moneglia: Notizie storiche, Centro editoriale idea, Roma, 1980.