Biografia di Giovanni Andrea Ansaldo (Voltri, Genova 1584-Genova 1638)

 

Giovanni Andrea Ansaldo nasce a Voltri, nell’immediato ponente genovese, e viene qui battezzato il 24 agosto 1584.  A Genova è allievo di Orazio Cambiaso, il figlio di Luca Cambiaso, ben lontano dalla grandezza paterna, e secondo il Soprani studia opere di artisti veneti, in particolare di Paolo Veronese.

La sua prima opera nota (degli inizi del secondo decennio del ‘600) è Il viatico di S. Lucia per la chiesa dei SS. Nicolò ed Erasmo a Voltri, un’opera già matura, in cui Boggero e Pesenti vedono suggestioni di Luca Cambiaso, e che si rivela ancora molto senese. Più vicina alla tradizione genovese sarà la successiva Decollazione del Battista della Parrocchiale di Recco, firmata e datata 1615. Accomuna le due pale l’influsso della cultura toscana “riformata” e della cultura lombarda, mediate da Giovanni Battista Paggi e da Domenico Cresti detto il Passignano (nato a Passignano di Tavernelle in val di Pesa-Firenze, 1558/60-1636). L’Ansaldo si rivela, molto più di Bernardo Strozzi, erede della cultura del manierismo genovese ancora vivo e costituisce una connessione nodale tra quest’ultimo e la pittura genovese del Seicento.

Ancora caratteri della cultura senese li troviamo nel Cristo portacroce e nel Cristo in pietà sorretto da due angeli per la chiesa della SS. Concezione: ma in particolare nel secondo si annuncia l’influsso del milanese Procaccini, a Genova dal 1618.

Le pale di S. Ambrogio di Voltri, databili 1620, S. Ambrogio che assolve Teodosio e l’Annunciazione, mostrano nettamente gli interessi prospettici dell’Ansaldo, ma anche il suo crescente interesse per il colore, più contrastato e ricco di toni. Negli anni ’20 i lombardi Procaccini e Morazzone lasciano un’impronta nell’opera di Giovanni Andrea, come è testimoniato da tele come Il martirio di S. Sebastiano (1621), della cattedrale di Cadice e l’Assunzione del 1622 per la chiesa di N. S. della Carità di Alassio.

L’influsso del Morazzone appare evidente anche negli affreschi, come La gloria di S. Carlo Borromeo della volta della Cappella Gilardi in S. Maria della Concordia ad Albisola Marina, databile con certezza alla fine del 1622. Dello stesso periodo risulta essere il ciclo delle Storie di Psiche del Palazzo Cattaneo Adorno.

Pesenti data dopo il 1622 gli affreschi della villa Spinola di S. Pietro, a Sampierdarena (Genova), con le Imprese di Ambrogio Spinola, con finiture “a secco”.

Alla metà del terzo decennio le soluzioni compositive e spaziali si complicano sia nei cicli a fresco, come nella Villa Spinola di S. Pietro, sia nelle pale d’altare: di questi anni, che per Castelnovi sono i migliori di Giovanni Andrea, ricordiamo la splendida invenzione della Fuga in Egitto (1630 ca.) della Galleria Nazionale di Palazzo Barberini a Roma, il S. Giovanni a Patmos del Convento dei Cappuccini a Voltaggio e la contemporanea Pietà dell’Accademia Ligustica: le ultime due opere sono meditazioni raccolte, rare nell’Ansaldo, in cui si avverte la lezione di Van Dyck nei colori smorti risvegliati talvolta dalla luce, e il ricordo di Gioacchino Assereto nel nodo dei tre volti ravvicinati di Maria, di Cristo e di Giovanni.

Nelle opere del quarto decennio l’intelaiatura compositiva diventa particolarmente grandiosa, con quinte architettoniche complesse e con una sontuosità rubensiana: ma se queste caratteristiche si rivelano pienamente negli affreschi di grandi dimensioni, sono presenti anche nelle pale d’altare e nelle opere da cavalletto.

A un allievo di Giovanni Andrea Ansaldo è stato attribuito un Mosè alla prova dei carboni ardenti, datato 1640 ca.,  conservato in S. Rufino di Leivi .

Il capolavoro dell’Ansaldo è l’Assunta della chiesa dell’Annunziata del Vastato: Soprani ricorda le difficoltà di Giovanni Andrea per ottenere questa commissione in una chiesa che, come la chiesa del Gesù, era diventata monopolio di Giovanni e Giovanni Battista Carlone: il tamburo e la calotta sono ricoperti non da un cielo, ma da un tempio a pianta centrale. Entro questo guscio due banchi di nuvole portano angeli e Santi incontro all’Assunta: è la prima affermazione del Barocco a Genova. Le lacune procurate da infiltrazioni verranno risarcite da Gregorio De Ferrari nel 1700-05.

Giovanni Andrea Ansaldo muore a Genova il 18 agosto 1638, come apprendiamo dagli Atti dell’Archivio Parrocchiale di S. Maria Maddalena.

 

 

Bibliografia

 

-         Alizeri Federico, Guida artistica per la città di Genova, ed. Grondona, Genova, 1846-47.

-         Boggero F. (a cura di), Un pittore genovese del Seicento, Andrea Ansaldo (1584-1638): restauri e confronti, catalogo della mostra, 1985.

-         Castelnovi G. V., La prima metà del Seicento: dall’Ansaldo a Orazio De Ferrari, in AA. VV., La pittura a Genova e in Liguria, Ed. Sagep, Genova, 1998, II vol., dal Seicento al primo Novecento.

-         Gavazza E. e Rotondi Terminiello G. (a cura di), Genova nell'età barocca, Nuova Alfa Editoriale, 1992.

-         Montagni Claudio - Pessa Loredana, Leivi, Lettura di un paesaggio ligure, Sagep Ed., Genova, 1988.

-         Pesenti F. R. , La pittura in Liguria. Artisti del primo Seicento, Genova, 1986.

-         Soprani Raffaello, Le vite de’ Pittori, Scoltori e Architetti Genovesi e de ’forastieri che in Genova operarono, Genova, 1674.

-         Soprani Raffaello-Ratti Carlo Giuseppe, Vite de’ Pittori, Scultori, ed Architetti Genovesi di Raffaello Soprani patrizio genovese. In questa seconda Edizione rivedute, accresciute, ed arricchite di note da Carlo Giuseppe Ratti Pittore, e Socio delle Accademie Ligustica , e Parmense. Tomo primo, Casamara, Genova, 1768, (edizione anastatica, Genova, 1965 e Bologna, 1970).