Biografia di Bartolomeo Biscaino (Genova 1629-1657)

 

Scarne le notizie biografiche su Bartolomeo Biscaino: nacque a Genova nel 1629 (il Liber Baptizatorum dell’Archivio Parrocchiale della chiesa della Maddalena a Genova ha permesso di determinare con esattezza la data di nascita) e morì, ventottenne, nel 1657, vittima della peste che in quell’anno aveva colpito la città.

 Iniziò la sua formazione con il padre Gio. Andrea, paesaggista e occasionalmente pittore di storia e fu messo a bottega presso Valerio Castello poco oltre la metà degli anni quaranta, forse dopo un contatto con il Fiasella.  Soprani riferisce che Bartolomeo si esercitava copiando i quadri di Guido Reni nella chiesa del Gesù e di Giulio Romano in S. Stefano. Valerio Castello era appena rientrato da un viaggio di formazione a Milano e Parma e dunque nella sua bottega le fonti erano le opere di Procaccini, Correggio e Parmigianino. Questo traspare anche nell’opera del Biscaino, soprattutto nella grafica. L’impressione che emerge è quella di una differenziazione voluta tra Valerio, che si dedicherà sempre più all’affresco e Bartolomeo, che si volse soprattutto all’incisione, sulla scia del Grechetto. Le incisioni firmate, o comunque di sicura attribuzione, sono il punto di partenza per ricostruire il corpus della sua opera, tuttora molto fluido sia per le attribuzioni, sia per la cronologia.

In passato la sua fisionomia stilistica era stata spesso confusa con quella del maestro, mentre, come si è visto, Bartolomeo emerge come una personalità artistica autonoma e non certo come un Valerio in tono minore. Rispetto a quelle di Valerio Castello le sue opere sono infatti caratterizzate da una particolare ricerca di serena compostezza e da un addolcimento delle forme, ottenuto anche con l’uso di un segno e una cromia definiti, lontani dal tocco leggero e spumeggiante del maestro.

L’unico suo dipinto documentato da Raffaello Soprani è S. Ferrando davanti alla Vergine per la chiesa genovese di S. Spirito (ora a Genova nei depositi della Galleria di Palazzo Bianco).

Il catalogo di Bartolomeo Biscaino negli ultimi decenni, grazie soprattutto agli apporti di C. Manzitti, si è arricchito di nuove opere, molte di attribuzione controversa. La sua scheda critica resta comunque assai scarna, come scarna resta la sua biografia. Sicure sono le varie versioni del Ritrovamento di Mosè (una a Genova, coll. privata), che partono da una composizione di Valerio Castello, la Sacra famiglia del Museo dell’Accademia ligustica (di ispirazione vandyckiana), il Trionfo di Davide, con figure a tre quarti, una Decollazione del Battista, ora a Novi, coll. privata, che potrebbe identificarsi con “un sovraporta di palmi 5 e 4” dello stesso soggetto, “originale del Biscaino”, che faceva parte nel 1696 della quadreria di Gio. Batta Rapallo.

Un’opera molto problematica è L’Angelo custode (Genova, collezione privata), di cui esiste una copia nella Chiesa Parrocchiale di S.Colombano di Vignale a S. Colombano Certenoli. Opera problematica perché di attribuzione incerta e perché è difficile ricostruire rapporti e peculiarità all’interno della cerchia di Valerio Castello: G. Biavati Frabetti la attribuisce al Biscaino, mentre Ezia Gavazza la vede più vicina “ai modi di Stefano Magnasco per una più robusta solidità delle forme, per una sfaccettatura dei piani cromatici”. E Stefano Magnasco è, appunto, un altro allievo di Valerio Castello.

 


Bibliografia

 

-          AA. VV., La pittura a Genova e in Liguria, Ed. Sagep, Genova, 1998, 2 voll., I, dagli inizi al ‘500, II, dal ‘600 al ‘900.

-          Belloni V., B. Biscaino (1632-1657) un prezioso pennello troncato a venticinque anni, in “La squilla dei Francescani di Recco”, LVII, n. 3.

-          Belloni V., Penne, pennelli e quadrerie. Cultura e pittura genovese del Seicento, Genova, 1973.

-          Biavati Frabetti G., Preliminari a Stefano Magnasco, in “Paragone”, n. 409, marzo 1984.

-          De Floriani A., Scheda in “Galleria Nazionale di Palazzo Spinola”, Quaderno n. 2, Genova, 1980.

-          Gavazza E. e Rotondi Terminiello G. (a cura di), Genova nell’età barocca, Nuova Alfa Editoriale, 1992.

-          Gavazza E. –Lamera F. –Magnani L., La pittura in Liguria. Il secondo Seicento, Sagep Editrice, Genova, 1990.

-          Manzitti C., Per Bartolomeo Biscaino, in “Paragone”, n. 253, marzo 1971.

-          Rotondi Terminiello G., Biscaino Bartolomeo, in Dizionario Biografico degli Italiani, X, Roma, 1968.

-          Soprani Raffaello, Le vite de’ Pittori, Scoltori e Architetti Genovesi e de ’forastieri che in Genova operarono, Genova, 1674.

-          Soprani Raffaello-Ratti Carlo Giuseppe, Vite de’ Pittori, Scultori, ed Architetti Genovesi di Raffaello Soprani patrizio genovese. In questa seconda Edizione rivedute, accresciute, ed arricchite di note da Carlo Giuseppe Ratti Pittore, e Socio delle Accademie Ligustica , e Parmense. Tomo primo, Casamara, Genova, 1768, (edizione anastatica, Genova, 1965 e Bologna, 1970).