Biografia di Giuseppe Galeotti (Firenze 1708-1778)

 

Giuseppe Galeotti, figlio di Sebastiano Galeotti, nasce a Firenze nel 1708.

Alla metà del ‘700 lo troviamo attivo a Genova, in un ambiente in cui il solo pittore aperto a un discorso nuovo pare sia Giovanni Agostino Ratti. Giuseppe realizza una mediazione consapevole tra il linguaggio paterno, toscano, e la tradizione locale genovese. Insieme a lui sono attivi Giacomo Antonio Boni, Francesco Campora  e Francesco Narice: Campora e Narice sono deboli seguaci di Francesco Solimena.

Nel 1751 Giovan Francesco Doria si fa promotore di una Accademia di Pittura e Scultura: l’atto stesso di fondazione significa riconoscere agli artisti un ruolo e una utilità pubblica, in linea con le teorizzazioni neoclassiche che si cominciavano a diffondere in tutta Europa. Primo direttore dell’Accademia è, per un anno, Giacomo Antonio Boni, seguito dal Campora e da Giuseppe Galeotti, dal 1766 al 1770, artisti peraltro che avevano maturato scarse esigenze innovatrici.

Giuseppe affresca l’aula interna della chiesa genovese del SS. Nome di Maria, fondata dai Padri Scolopi nel 1722; gli ornati sono di Andrea Leoncini.

Nella chiesa di S. Francesco della Chiappetta a Bolzaneto, delegazione genovese, rifacimento barocco di un complesso conventuale duecentesco, è conservato un suo Miracolo di S. Antonio.

In S. Francesco d’Albaro Giuseppe Galeotti nel 1754 dipinge il transetto, l’abside e il coro.

Sue opere sono conservate nella quadreria del Seminario Vescovile di Savona.

Nella chiesa di S. Giovanni Battista a Varese Ligure, la volta del presbiterio, affrescata con la Gloria del Battista, gli è attribuita.

A Sestri Levante, in S. Pietro in Vincoli, sono  suoi l’affresco della volta con S. Pietro in gloria, del 1751, e una tela, in fondo all’abside, con S. Pietro in vincoli. Sempre a Sestri Levante, nella chiesa di S. Maria di Nazareth, Giuseppe affresca nel 1770 le figure del presbiterio e dell’abside, mentre le prospettive scenografiche sono di  Rocco Costa. 

Per il coro della chiesa di S. Rufino a Leivi, doveva avere realizzato una grande tela con S.Rufino in contemplazione della Madonna in gloria, datata 1773 grazie a un documento dell’archivio parrocchiale, tela di cui si conservano soltanto frammenti: nella canonica della chiesa ne è conservato uno con Angeli recanti i simboli dell’Immacolata. Sue opere si conservano anche a Chiavari nella Chiesa di S. Giacomo di Rupinaro.

 

 

Bibliografia

 

-          AA. VV., Guida d’Italia. Liguria, T.C.I., Milano, 1982.

-          AA. VV., La pittura a Genova e in Liguria, Ed. Sagep, Genova, 1998, 2 voll., I, dagli inizi al ‘500, II, dal ‘600 al ‘900.

-          Alizeri Federico, Notizie dei Professori del disegno in Liguria dalla fondazione dell’Accademia, Genova, 1864-66, 3 voll.

-          Maltese Corrado, Appunti per una storia del neoclassicismo a Genova, in “Neoclassicismo. Atti del Convegno internazionale di Londra, 1971”, Genova, 1973.

-          Pessa L., Montagni C. (a cura di), La chiesa di S. Francesco e i Costaguta, Catalogo della mostra, scheda n. 10.

-          Sborgi Franco, Pittura e cultura artistica nell’Accademia Ligustica – 1751-1920, Quaderno n. 7, Istituto di Storia dell’Arte dell’Università di Genova, Genova, 1974.

-          Sborgi Franco, Pittura neoclassica e romantica in Liguria, Catalogo della mostra, Genova, 1975.