Biografia di Camillo Nardi Greco  (Napoli 1887-Genova 1968)

 

Di Camillo Nardi Greco, nato a Napoli l’8 maggio 1887, va sottolineata la personalità di ingegnere costruttore, che in linea con una tradizione tenace nella città di Genova, si affida per la parte architettonica alla collaborazione di un architetto: nel suo caso il duttile Lorenzo Castello. Con Castello, Nardi Greco firma un primo progetto (non realizzato) di una elegante casa per appartamenti in corso Italia a Genova(1936) la cui soluzione, caratterizzata dalle terrazze-giardino digradanti e dai grandi loggiati di facciata, risulta perfettamente in linea col gusto razionalista più aggiornato.

E' ancora alla collaborazione con Lorenzo Castello che si deve riportare la soluzione architettonica della Scuola della Gioventù Italiana del Littorio (G.I.L.) in corso Montegrappa (1937), dove il gioco concavo-convesso degli elementi di facciata (in particolare gli alti tagli delle finestre, delimitati dai tondi aggetti dei balconi), pur risolto in chiave razionalista, si dispone a un'intonazione graziosamente déco.

Di Nardi Greco si ricordano soprattutto le colonie, per la risonanza che hanno nella propaganda di regime: due a Savignone (Renesso e Montemaggio, del 1933) una a Rovegno (1934), un'altra a Chiavari (1935). Le soluzioni architettoniche risultano generalmente ispirate ad un obiettivo di rigore funzionalista e di semplicità formale, nel rispetto della politica del  regime sul tema dell'educazione e dell'assistenza all'infanzia.  Alcuni studiosi hanno visto nel porticato esterno della colonia di Montemaggio una citazione delle colonne a fungo del contemporaneo Johnson Wax Administration Building a Racine, Wisconsin, di Frank Lloyd Wright.

Si distingue in parte la Colonia Fara di Chiavari che, con la torre arrotondata ritmata  orizzontalmente dalle finestre a nastro e con il basamento formato da due ali laterali simmetriche ricorda chiaramente  il design dell'aeroplano. I punti di riferimento sembrano essere le visioni futuriste di Prampolini (si veda il progetto del Padiglione italiano all'Esposizione Universale di Chicago, del 1933) o anche i fari, le "stazioni aeree" e i grattacieli di Tullio Crali: nel complesso dunque il riferimento è alla  scenografia di una città "aviatoria", versione futurista dei modelli urbanistici dell'avanguardia del Novecento, quale si fissa nelle proposizioni teoriche del Manifesto futurista dell'Architettura Aerea, a firma di Marinetti, Somenzi e Mazzoni (1934).

 

 

Bibliografia

 

-          AA.VV., Documenti di architettura, Architettura italiana del ‘900, Electa, 1996.

-          AA.VV., Documenti di architettura, Il razionalismo e l’architettura in Italia durante il fascismo, Electa, 1996.

-          Calvesi Maurizio., Storia dell’arte contemporanea, Milano, 1985.

-         Paesaggio e architettura razionalista nella cultura del territorio, Atti del Convegno, Società economica di Chiavari, Chiavari 30 maggio 1999.