Biografia di Orazio De Ferrari (Voltri 1606-Genova 1657)

 

Orazio De Ferrari nasce a Voltri, nella fascia suburbana a ponente di Genova, nel 1606 e viene qui battezzato il 22 agosto di quell’anno; allievo di un altro pittore voltrese, Giovanni Andrea Ansaldo, ne sposa una nipote, Giorgetta, a Voltri il 15 dicembre 1631.

La sua prima opera documentata che si conosca è il Martirio di S. Sebastiano per la sua Parrocchiale di Voltri dei SS. Nicolò ed Erasmo, molto rovinato, che come altre opere dei suoi esordi testimoniano un avvio lento e poco brillante, segnato dalla dipendenza dall’Ansaldo, in quel momento rubensiano.

Alla morte dell’Ansaldo ne eredita le commissioni e nell’agosto 1638 termina la sua Morte del Giusto per la Cappella del Transito della Vergine in S. Francesco di Castelletto.

Già nella pala con la Madonna e il Bambino, S. Pietro, S. Giovanni Evangelista e altri Santi della Parrocchiale di Loano, databile intorno al 1640, insieme agli evidenti legami con il suo maestro, si nota la sua tendenza a coordinare le pose in corrispondenze simmetriche che danno alla composizione una struttura nitida ed eventualmente gerarchica: tendenza che diventerà una sua caratteristica costante. 

Nel 1641 firma e data l’Ultima cena per il Refettorio del Convento francescano di N. S. del Monte, sulla collina genovese: con quest’opera Orazio si colloca, sia pure con un certo ritardo, tra i grandi maestri genovesi e pur risentendo in qualche misura ancora dell’influsso dell’Ansaldo e di P. P. Rubens nello scenario, si avvicina al naturalismo drammatico dell’Assereto. Nel successivo Cenacolo per l’Oratorio di S. Siro (oggi nella Sacrestia della chiesa) rinnova l’iconografia tradizionale che  vuole le figure degli Apostoli a gruppi lungo la mensa, con il ricorso a una scenografia complessa, con gli apostoli in cerchio intorno al tavolo spoglio, chini a fare  emergere la figura di Cristo.

Pienamente maturo è il S. Giacomo consacra S. Pietro martire Vescovo di Praga per l’Oratorio genovese di S. Giacomo della Marina, del 1647, in cui i protagonisti acquistano evidenza anche grazie alla equilibrata subordinazione degli elementi secondari.

Soggiorna a Monaco dal 1651 al novembre del 1652: Belloni gli attribuisce le lunette affrescate con le Fatiche di Ercole nella Galleria di Palazzo Grimaldi. Il principe di Monaco Onorato II Grimaldi nel 1652 lo insignisce dell’Ordine di Cavaliere di S. Michele a nome di Luigi XIV. E come “eques” firma il Transito di S. Giuseppe per S. Maria di Nazareth a Sestri Levante, datato 1654: emerge qui un’ altra caratteristica della sua pittura, che presenta vaste zone di colore luminoso accostate con forti contrasti, abbondanza nei panneggi e ampia gestualità. Castelnovi attribuisce questo nuovo orientamento all’interesse di Orazio per Valerio Castello, che diventerà evidente nell’Apparizione della Madonna del Pilar a S. Giacomo nell’Oratorio di S. Giacomo della Marina: qui la composizione, tipica di Valerio, per diagonali parallele viene a sostituirsi alla composizione per diagonali convergenti, tipica di Orazio. Nel levante ligure si conserva anche, nella chiesa di S. Giovanni Battista a Chiavari, la tela con S. Pietro che riceve le chiavi.

Orazio ha  dunque un ruolo di particolare interesse nell’ambito della pittura genovese del Seicento, di collegamento tra il tempo di Gioacchino Assereto e Giovanni Andrea De Ferrari e quello di Domenico Piola e di Valerio Castello.

Muore di peste nel settembre del 1657 a Genova: con lui muoiono la moglie e i figli, il maggiore dei quali, Giovanni Andrea, nato nel 1634, era già, come scrive Soprani, “habile nel colorire, ma anco nella velocità del pennello”.

 

 

Bibliografia

 

-          Alfonso L., Andrea Ansaldo e Orazio De Ferrari, in “La Berio”, n. 2-3, maggio-dicembre 1973.

-          Alfonso L., Orazio (de) Ferrari, in “La Berio”, n. 1, gennaio-aprile 1988.

-          Belloni V., Pittura genovese del Seicento, II, Maestri e discepoli, Genova, 1974.

-          Castelnovi G. V., La prima metà del Seicento: dall’Ansaldo a Orazio De Ferrari, in AA. VV., La pittura a Genova e in Liguria, Ed. Sagep, Genova, 1998, II vol., dal Seicento al primo Novecento.

-          Gavazza E. e Rotondi Terminiello G. (a cura di), Genova nell'età barocca, Nuova Alfa Editoriale, 1992.

-          Pesenti F. R. , La pittura in Liguria. Artisti del primo Seicento, Genova, 1986.

-          Ratti Carlo Giuseppe, Descrizione delle pitture, scolture, e architetture che trovansi in alcune città, borghi e castelli delle due riviere dello stato ligure, Genova, 1780.

-          Soprani Raffaello, Le vite de’ Pittori, Scoltori e Architetti Genovesi e de ’forastieri che in Genova operarono, Genova, 1674.

-          Soprani Raffaello-Ratti Carlo Giuseppe, Vite de’ Pittori, Scultori, ed Architetti Genovesi di Raffaello Soprani patrizio genovese. In questa seconda Edizione rivedute, accresciute, ed arricchite di note da Carlo Giuseppe Ratti Pittore, e Socio delle Accademie Ligustica, e Parmense. Tomo primo, Casamara, Genova, 1768.